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Rinviato a giudizio Renato
Fiamma, funzionario del
carcere. Spariti 15.000 euro

E’ stato rinviato a giudizio, Renato Fiamma, funzionario in servizio presso il carcere di via Cà del Ferro. E’ accusato di peculato. Per la procura, Fiamma, cassiere dell’amministrazione carceraria e già consigliere comunale area Pd, si sarebbe intascato 14mila 487,37 euro, somma che avrebbe dovuto depositare presso le Poste Italiane “nel fondo detenuti”. L’episodio risale allo scorso 9 marzo, giorno in cui la somma avrebbe dovuto essere depositata in posta. In quel momento l’imputato si sarebbe accorto di aver perso la busta contenente i contanti. I soldi non sono più stati trovati. Lo stesso funzionario, ben sapendo che sarebbe stato indagato, avendo lui stesso la disponibilità di quel denaro per ragioni di ufficio, ha sporto denuncia. Per Fiamma, in malattia da marzo, il processo si aprirà nel gennaio del 2019. Per l’amministrazione carceraria ci sarà la possibilità, se lo riterrà, di potersi costituire parte civile. “Il mio assistito respinge ogni addebito ed è stato lui stesso ad attenzionare la pubblica autorità con riguardo all’ammanco di cui all’imputazione”, aveva detto in occasione della chiusura delle indagini il suo difensore, l’avvocato Paolo Carletti. “Il mio cliente è un uomo distrutto”, aveva spiegato il legale, “perché non avrebbe mai pensato di essere sottoposto a processo penale. Ma capita anche alle persone più rette”. “Sono comunque certo”, aveva concluso l’avvocato,  “che l’impianto accusatorio verrà scardinato da una serie di elementi a discarico chiari e fermi”.

Sara Pizzorni

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Commenti
  • coD77

    Se andassi in giro con una busta contenente 15mila € la metterei in una tasca sicura e controllerei ogni secondo d’averla ancora addosso, non la perderei facilmente

  • Danila

    Conosco il signor fiamma e credo che sia innocente Non so cosa possa essere successo ma non credo che abbia commesso questo reato. Una persona molto corretta spero per lui che la cosa si risolvi in modo positivo

  • Illuminatus

    Quello che non capisco è come mai, una volta accortosi della mancanza, non l’avesse rientegrata lui stesso, in tal modo risparmiandosi tutto questo. L’entità della cifra, per chi ha un lavoro, non è insormontabile.