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Incontro Maschio-sindacati:
‘No agli esuberi e attesa per
piano di trasferimento del sito’

Si è concluso nella serata di oggi, lunedì 12 novembre, l’atteso confronto tra le sigle sindacali e la Maschio Fienagione dopo l’annuncio di quest’ultima di voler trasferire il sito produttivo e di voler lincenziare 50 dei 150 dipendenti del sito di Cremona. La Rsu, la Fim Cisl e la Fiom Cgil hanno diramato un comunicato congiunto in cui hanno espresso la ferma volontà di non accettare, almeno incondizionatamente, il taglio di un terzo del personale: “Sin da ora le Organizzazioni Sindacali rigettano le previsioni di eventuali esuberi, seppur oggetto di ipotetico assorbimento. Mantengono inoltre alta l’attenzione al fine di salvaguardare l’occupazione del sito di Cremona ai livelli attuali e di ricercare tutte le soluzioni utili allo scopo”.

Le sigle sindacali, tuttavia, sottolineano che “al momento non è stata aperta alcuna procedura di riduzione del personale né l’azienda ha quantificato e qualificato gli esuberi con precisione, come non si è espressa nell’ipotesi di diniego della richiesta al comune di Cremona”. Al cento del dibattito c’è infatti la volontà dell’azienda di non ammodernare il sito di Cremona, ma di trasferirsi in una nuova area. In questo senso, l’ipotesi più probabile rimane sempre l’ex Vivi Bike di Pozzaglio. Il Comune, pur non chiudendo definitivamente la porta, ha già comunque respinto almeno due volte la richiesta della Maschio Fienagione.  “L’operazione – si legge ancora – di cambio destinazione d’uso dell’area richiesta al Comune prevede il trasferimento solo di un centinaio di lavoratori, mentre per i restanti l’azienda prevede un accordo di assorbimento con l’ipotizzato nuovo insediamento commerciale”.

La situazione, però, appare più grave del previsto e i sindacalisti denunciano la situazione difficile in cui versa il Gruppo Maschio Gaspardo: “Da quando Maschio Gaspardo ha acquistato la Feraboli, ha sempre avuto perdite di bilancio rilevanti e conferma anche per il 2018 il bilancio in negativo. Il piano finanziario triennale (2016-2018) del gruppo Maschio prevede entro il 31 dicembre 2018 il rientro alle banche di 20 milioni di euro. Questo aggiunge difficoltà per il gruppo e limita il sostegno alle perdite del sito di Cremona (unico in perdita di tutto il gruppo Maschio)”.

Le Organizzazioni sindacali e la RSU, in ogni caso, “si riservano una valutazione più approfondita una volta visionato il piano allegato al trasferimento del sito di Cremona che l’azienda si è impegnata a consegnare in breve tempo dettagliando tempistiche, modalità e investimenti produttivi”. In programma adesso c’è l’incontro di mercoledì 14 cui presenzierà anche il Comune, mentre non è ancora chiaro se ci saranno ulteriori incontri tra le sigle sindacali e l’azienda o altri scioperi, anche se lo stabilimento è chiuso sia oggi che domani in virtù della festa di S. Omobono.

mt

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