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Ponteterra, autopsia sul corpo
di Marco. Aiuti e solidarietà
del territorio per la famiglia

PONTETERRA (SABBIONETA) – Sabato è stato eseguito l’esame autoptico sul corpo di Marco Zani, la giovanissima vittima della tragedia di Ponteterra, quasi certamente morto per intossicazioni. A togliere ogni dubbio saranno i risultati dell’esame condotto dall’anatomopatologo. Intanto il sostituto procuratore Andrea Ranalli ha chiesto la convalida del fermo di Gianfranco Zani, il padre dell’11enne: la decisione verrà presa lunedì, quando i Ris di Parma controllerà l’abitazione di via Tasso, cercando di scoprire se Zani fosse effettivamente all’interno di quella casa, particolare che l’uomo non ha confessato, definendosi anzi innocente. Sempre lunedì alle 9 presso i Servizi Psichiatrici dell’Ospedale Maggiore di Cremona il gip di Cremona interrogherà lo stesso Zani, assistito dall’avvocato Fabrizio Vappina.

Intanto è convinta che abbia agito per fare male e per uccidere la moglie di Gianfranco Zani. La donna ha parlato tra le lacrime ai suoi avvocati Maria Delmiglio e Andrea Cirelli. E ha rivelato un particolare che colpisce più di altri: l’uomo, stando al racconto della donna, avrebbe infatti minacciato in passato lei e i ragazzi, dicendo loro “un giorno darò fuoco alla casa con voi quattro dentro”. Sembrava una spacconata, una minaccia, appunto, grave ma destinata a rimanere verbale. Alla luce di quanto successo e in vista poi del procedimento giudiziario, il collegamento con quanto accaduto se non altro impressiona parecchio.

La donna ha anche ricostruito la vicenda, non discostandosi da quanto già noto e dunque dando una conferma in tal senso. L’unica differenza, ma poco cambia, è che la mamma era andata a prendere il figlio più grande di 17 anni all’oratorio di Cicognara, frazione di Viadana, e non a quello di Ponteterra. Con lei in auto anche il bimbo di 4 anni, non il povero Marco rimasto a casa a giocare con un videogame, nonostante la richiesta della madre. La quale dal reparto Pediatria dell’ospedale Oglio po spiega di avere provato a salvare Marco, dopo avere portato fuori casa il figlio di 4 anni che, al rientro l’aveva seguita in casa.

La donna avrebbe però trovato una trave di traverso rispetto alla porta di accesso alla camera che andava a fuoco. Una trave oppure la camera era addirittura stata chiusa a chiave dall’esterno, il che sarebbe un pesante indizio sulla colpevolezza e sulla volontarietà dell’azione? Poco prima il marito l’aveva speronata in furgone, lei aveva chiamato i carabinieri – che ben conoscevano la situazione, dato che quattro volte al giorno passavano dall’abitazione a controllare – mettendo però giù il telefono una volta accortasi del fumo che usciva dalla casa. Marco è stato trovato 45 minuti dopo l’allarme: troppo tardi, purtroppo.

Intanto è gara di solidarietà nel comprensorio: si stanno raccogliendo abiti per i 2 fratelli di Sabbioneta che nell’incendio hanno perso tutto. La consegna degli indumenti è possibile presso Guarneri Tende in via Cavour 20 Casalmaggiore. La tragedia di Ponteterra è approdata anche sui social del Ministro dell’Interno: “Come si fa a essere così cattivi? – twitta Matteo Salvini – Una preghiera per te Marco, piccolo angelo innocente, questo mondo infame non ti meritava”.

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