Cronaca
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Illuminazione pubblica, 'le regole esistono già, basta applicarle'

A Cremona esiste già un Piano Regolatore dell’Illuminazione Comunale (P.R.I.C.), il Comune non deve fare altro che applicarlo. Lo afferma la consigliera Maria Vittoria Ceraso, a proposito dei progetti di illuminazione pubblica, soprattutto in centro storico, che l’amministrazione sta portando avanti coi gestori di Citelum e la Soprintendenza. “Il  P.R.I.C. – afferma Ceraso –  ha come obiettivo primario non solo il controllo della luce nella sua complessità e il rispetto delle prescrizioni di legge, ma anche quello di proporsi quale strumento rivelatore delle peculiarità della città, in relazione alla sue valenze storiche, architettoniche, ambientali, urbanistiche e della memoria.
Proprio in applicazione del suddetto Piano erano già stati realizzati dalla Giunta Perri importanti interventi sia con sorgenti di luce a LED (via Giordano, Castelverde, rotonda via Bergamo, Galleria del Corso) sia attraverso sorgenti a ioduri metallici a resa migliorata (corsi Garibaldi, Mazzini, Campi, Matteotti e Vittorio Emanuele II, vie Capra e Anguissola). Forse ci si è dimenticati anche che il Comune di Cremona, era stato premiato a Padova nel dicembre 2011 in occasione della VI edizione della manifestazione Lumen Fortronic (mostra e convegno dedicata alla scelta di nuovi sistemi di illuminazione) ricevendo il premio Award Ecohitech, riconoscimento riservato alle pubbliche amministrazioni virtuose che hanno realizzato impianti di illuminazione stradale a LED dimostrando una particolare attenzione al risparmio energetico”.
Ceraso interviene anche sui frequenti guasti: “L’attuale Amministrazione, che non mi sembra abbia approvato un nuovo piano dell’illuminazione o modificato quello in essere, è vincolata ad attenersi allo stesso attuando quanto in esso prescritto. Così come sarebbe opportuno che la Giunta invitasse i tecnici di Citelum a dedicarsi in maniera più efficiente ed efficace alla risoluzione dei numerosi disservizi e guasti soprattutto agli impianti semaforici che, se pur non nuovissimi, fino all’arrivo della multinazionale francese, non erano continuamente in tilt e soprattutto gli interventi per il ripristino della funzionalità da parte del vecchio gestore erano pressochè immediati. La vetustà degli impianti e della rete che si accampa come scusa non può essere certo maturata negli ultimi 2 anni. Escludendo l’alibi ‘dell’invecchiamento precoce’ degli impianti, questa è l’ennesima dimostrazione di una scelta sbagliata dell’Amministrazione che incide sulla sicurezza dei cittadini ogni volta che arterie importanti della città rimangono per giorni senza regolamentazione semaforica”.

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