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Trenord, già 50 le
segnalazioni all'email
del Comitato Pendolari

Una cinquantina tra segnalazioni, foto, email. La casistica si va completando di giorno in giorno, al passo con la cronaca. Prende così forma il dossier lanciato a dicembre dal comitato pendolari InOrario sui disservizi e sulle sofferenze dei pendolari cremonesi. Testimonianze, foto, video, scattati direttamene dai viaggiatori che, stanchi dei continui e quotidiani disagi, hanno deciso di fare la loro parte e collaborare, in vista soprattutto del prossimo incontro con l’assessore regionale Terzi e con i vertici di Rfi e Trenord che si dovrebbe tenere a breve.

Le ultime segnalazioni arrivate documentavano soprattutto le temperature fuori controllo all’interno dei vagoni di alcuni convogli della Mantova-Cremona-Milano: l’11 gennaio otto gradi nelle carrozze – a fronte dei meno 1 di temperatura esterna –, per passare poi, in data 17 gennaio, al caldo tropicale effetto sauna, dei 33 gradi che si sono ritrovati i pendolari sul treno delle 7.30 verso il capoluogo lombardo. 26 gradi però erano già stati segnalati il giorno prima da un altro passeggero, seguito da altri che, oltre ai soliti ritardi, facevano notare che sui convogli del pomeriggio la temperatura scendeva in picchiata a zero gradi, e si ritornava così al polo nord, prima ancora che a Cremona. Il 18 gennaio, invece, qualcuno ha ironicamente postato sulla pagina Facebook del comitato anche una foto di un vagone completamente bagnato, con tanto di pozzanghera d’acqua lungo il corridoio.

A tutto questo, inoltre, ci sono la pulizia dei vagoni e la questione sicurezza, che si sommano ai citati ritardi quotidiani. Insomma, i casi e le lamentele non mancano, tanto che di sicuro, se in un mese esatto di raccolta materiale questa è la partecipazione dei cittadini, i politici regionali e i vertici ferroviari possono fin da ora tremare. O quanto meno cercare delle valide argomentazioni per giustificare quello che sotto gli occhi di tutti non può avere giustificazione alcuna.

Michela Cotelli

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