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'Stracci d'oro', abiti usati e
lavoro nero: sgominata banda
con epicentro nel soresinese

AGGIORNAMENTO – Dieci persone indagate – sette stranieri e tre italiani – di cui quattro arrestati (tre in carcere e uno ai domiciliari) e tre destinatari dell’obbligo di dimora: questo il bilancio della maxi operazione denominata ‘Stracci d’oro’, condotta dalla squadra mobile della Questura di Cremona, agli ordini del commissario capo Mattia Falso, che oltre la nostra provincia ha interessato anche i territori di Como, Lecco e Reggio Emilia. Un’indagine elaborata che ha consentito di sgominare una banda dedita allo sfruttamento del lavoro di soggetti stranieri, spesso richiedenti asilo o irregolari sul territorio, costretti a lavorare per 3 euro l’ora, a volte neppure pagati, in condizioni spesso estreme (tra gli episodi documentati dagli agenti, uno in cui i lavoratori, senz’acqua in piena estate, hanno dovuto refigerarsi in una pozzanghera).

Il reato contestato ai membri del sodalizio criminale (A.O., 36 anni, tunisino, ritenuto il capo dell’organizzazione; H.A., 41 anni, magrebino, ritenuto diretto collaboratore del tunisino insieme ad H.O.A., anch’esso tunisino; S.A., 62enne italiano residente in provincia di Varese, ritenuto un collaboratore esterno; M.A., classe 1978, ritenuto uno dei reclutatori sul territorio del personale da mettere al lavoro, insieme al 35enne E.K. e al 44enne R.A., tutti magrebini) è quello relativo all’articolo 603 bis del codice penale, ossia intermediazione illecita e sfruttamento del lavoro. Due dei soggetti (N.A. e R.A.), peraltro, sono ancora irreperibili, e le ricerche sono tuttora in corso. Centro principale di attività del gruppo era Soresina, anche se vi erano soggetti provenienti anche da province limitrofe.

L’indagine ha preso il via il 15 aprile 2018, in seguito a un tragico incidente verificatosi sulla statale tra Trigolo e Soresina, quando un furgone si ribaltò in un fosso e oltre al conducente perse la vita un richiedente asilo, che insieme ad altri era nascosto nel cassone (vedi link in basso). Il conducente era stato individuato come uno dei membri della rete.

All’epoca sull’incidente intervenne la Polstrada di Crema che si occupò di fare i primi rilievi e che portò la situazione  all’attenzione degli uomini della questura, coadiuvandoli poi nelle indagini, che hanno poi consentito di risalire all’attività di stoccaggio di vestiti usati, che andava avanti almeno dal 2017, e di individuare la fisionomia della banda, che era ben strutturata. Gli indagati, quasi tutti regolari sul territorio italiano, hanno diversi precedenti per gestione illecita di rifiuti. E in effetti anche gli abiti usati rientrano nella categoria dei rifiuti, e per poterli trattare si dovrebbe essere in possesso di apposite autorizzazioni, che in questo caso non c’erano. Insomma, un’attività irregolare su tutti i fronti, dalla raccolta alla spedizione dei vestiti all’estero.

Gli abiti venivano raccolti con lo stesso sistema che utilizzano le associazioni benefiche: attraverso l’utilizzo di cassoni per la raccolta e passando di casa in casa dopo aver appeso dei volantini. In questo modo i cittadini cadevano in inganno, credendo di donare a qualche ente. Anche i cassonetti erano collocati in posizioni strategiche, ossia nei parcheggi dei supermercati: in questo modo non occupavano suolo pubblico, e i direttori dei negozi, credendo si trattasse di beneficienza, non facevano storie.

Gli indumenti venivano poi portati in depositi presi in affitto per l’occasione (sette in tutto quelli individuati, tra Bergamo, Reggio Emilia, Como e ovviamente Cremona, in particolare a Grumello Cremonese e Gallignano, frazione di Soncino). I vestiti venivano quindi stoccati dai lavoratori irregolari, che operavano in condizioni pessime: si parla di 25-30 persone ogni volta, che iniziavano la propria giornata lavorativa all’alba e terminavano la sera tardi, per paghe miserissime, o a volte addirittura senza venire pagati (in un video recuperato dagli agenti si vedeva il capo dell’organizzazione che si rifiutava di pagare i lavoratori).

Successivamente il tutto veniva caricato in container che arrivavano appositamente dalla Tunisia grazie a contatti in loco dell’organizzazione, e quindi spedito a Tunisi attraverso il porto di Genova. Un’attività, dunque, di respiro internazionale, che vantava contatti anche in Germania. Tra i carichi identificati dagli agenti, uno in particolare era composto da 20mila chili di vestiti, per un valore complessivo di 7mila euro, che venivano poi rivenduti in Tunisia a prezzi più alti, creando un notevole giro d’affari. Durante le perquisizioni gli uomini della Squadra Mobile hanno trovato diverse somme di denaro (4.200 euro a casa di E.K. e mille euro a casa del capo, A.O.), ma si tratta di spiccioli rispetto a quanto fruttava il giro d’affari.

“Devo ringraziare i miei ragazzi – ha detto in conclusione il commissario Falso –  per il grande impegno che come sempre hanno posto in questa indagine, e per il lavoro eccellente fatto. E ringrazio anche la Polstrada per il notevole contributo”.

Laura Bosio

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Commenti
  • Elio

    Questi in galera sono tutti favorevoli all’ accoglienza di immigrati clandestini per schiavizzarli togliendo il lavoro agli italiani ed agli immigrati regolari. Piu ne accogliamo di irregolari e piu queste situazioni aumentano

    • Gianluca Boldrini

      Mi sono perso il punto in cui si parla di immigrati irregolari…. Io ho letto solo “sfruttamento di manodopera irregolare” che non è la stessa cosa.

      • Elio

        Io ho scritto che questa gente è favorevole all’ arrivo di clandestini per sfruttarli meglio. Se con i regolari si fa un po’ fatica figuriamoci con gli irregolari. Essendo comunque extracomunitari e’ indubbio che al posto loro avrebbero potuto dar lavoro ad italiani con contratti regolari non ci fosse un esubero di manodopera straniera in quanto di disoccupati italiani ce ne sono molti

        • Gianluca Boldrini

          Ma io continuo a non capire per quale motivo tu stia parlando di immigrazione irregolare quando il tema della notizia è quella di datori di lavoro criminali che fruttano i lavoratori. Invece di puntare il dito verso delle persone spregevoli che sfruttano lavoratori in situazioni di necessità (chiunque essi siano!!!) si sposta l’attenzione al problema dell’immigrazione clandestina. Mi vuoi dire che è colpa degli immigrati irregolari se in italia c’è il caporalato?

          • Elio

            Il caporalato c’e’ per difersi fattori. Inanzitutto per datori di lavoro criminali,per l’eccessiva quantità di manodopera,per l’irregolarita’ o per basso tenore di vita dei lavoratori disposti a lavorare per poco,pochi contolli ed in alcuni casi la concorrenza di prodotti esteri venduti a costo inferiore dei nostri utilizzando manodopera a bassissimo costo e/o non rispettando le normative europee. Penso al pesce fuori taglia utilizzato da paesi extraeuropei che possono permettersi di utilizzare come prodotti lavorati mentre noi no per fare un esempio. La colpa non e’ solo ma anche degli stranieri che vengono clandestinamente e poi con documenti alla mano,nell’ attesa di riceverli o addirittura senza lavorano come schiavi togliendo spazio al lavoro regolare. Ci sono ditte che utilizzano lavoratori provenienti dalle caritas e comunita’ verie e li sottopagano in quanto loro non hanno spese di vitto e alloggio,altri casi decusamente peggio. Poi pensiamo che se uno straniero viene da un oaese con un tenore di vita piu basso del nostro si abituera meglio a paghe basse che un italiano abituato a paghe nella norma e questo fa si che anche i lavoratori sfruttati da criminali difficilmente denunceranno i datori di lavoro. Non e’ tutta colpa dei clandestini e migranti ma anche loro fanno la loro parte e questo lo sanno anche prima di partire in quanto come la buona parte degli immigrati viene in europa clandestinamente e quando inizio il mio rapporto con un governo commettendo un crimine,ovvero entrando clandestinamente,posso immaginare che per me e’ normale non sia tutto rose e fiori

          • Illuminatus

            I “datori di lavoro”, come li chiama Lei, sono comunque immigrati nordafricani.

  • Mario Rossi SV

    Molto bene, in galera e per un bel po’ e gli irregolari rispediteli al loro paese.

    • Elio

      Esatto anche perche’ lavorando in nero si va contro la legge

      • Mario Rossi SV

        Tanto erano stranieri anche i caporali ,quindi il Boldrini ha fatto la solita figura di nutella…

        • Gianluca Boldrini

          io ho commentato quando ancora non erano stati pubblicati gli aggiornamenti, e lo sai bene, quindi cerca di contestualizzare, certo capisco che sia difficile per un qualunquista spocchioso e saccente, ma fai uno sforzo

          • Illuminatus

            Mi permetto, scusi, ma chiamare questi individui “datori di lavoro” non rende giustizia alla categoria. Sono dei delinquenti criminali e basta.

          • Mario Rossi SV

            Forse ho sfera di cristallo, o forse (più probabilmente) mi baso su considerazioni semplici tipo: Chi nel nord Italia può sfruttare dei lavoratori stranieri , viste le pene che ci sono per questo tipo di reati, se non altri stranieri?
            Non sono saccente o spocchioso o qualunquista o frustrato, sono semplicemente realista.

  • luciano1956

    Quando si parla di stranieri esce subito fuori l’illegalità.

  • Amedeo

    Riassumendo le regole che si applicano al contratto tirocinio e stage sono:

    Indennità minima garantita per tutti i tirocinanti la retribuzione minima non può essere inferiore a 300 euro lordi mensili. Quindi, i nostri giovani non sono SFRUTATI a solo 2,50 euro lvolra e straordinarie gratis mentre loro che guadagnavano molto di più 3 euro l’ora…….
    Ma fatemi un piacere è il sistema Italia che lo permette svegliatevi.
    Fatte un salario mínimo garantito per legge
    SVEGLIA IPOCRITI

    • Elio

      Ha totalmente ragione. Lavorare per cosi poco e’ sfruttamento legalizzato

      • Illuminatus

        Si e no, dipende. Nell’azienda dove io lavoro, abbiamo preso un tirocinante. Nei primi mesi è stato solo un costo, perché andava seguito da un altro addetto. Infatti, il suo compenso è ufficialmente un “rimborso spese” perché l’idea è che impari un mestiere.

        Una volta formato e dimostratosi bravo e volenteroso, l’azienda l’ha assunto con contratto a tempo indeterminato e con inquadramento adeguato e anche possibilità di bonus trimestrali. Senza il programma del tirocinio non so se l’avremmo preso, vista la crisi che c’è.

        Non dico che tutte le realtà aziendali sono così, ma ci sono delle aziende dove si è capito che il personale è una risorsa da proteggere e da nutrire, se si vuole fare prodotti d’alta qualità, e credo di essere fortunato a lavorarci.

        • Elio

          Indubbiamente. Nella mia sfruttano e basta. Questo non toglie che il tirocinante venda del suo tempo per poco o niente,questo e’ inaccettabile. Il governo dovrebbe impedirlo in quanto ci sono aziende che poi assumono ed altre che sfruttano e basta. Ovvio che wuando in nuovo lavoratore inizia rende meno se non nulla rispetto ad un lavoratore con piu esperienza ed e’ per questo che i lavoratori sono suddivisi in livelli con diverse retribuzioni. Pagare meno un neoassunto e’ giusto ma 2,50 euro e’ da schiavisti

          • Illuminatus

            Concordo per le aziende che sfruttano impietosamente (e ce ne sono…); ma se applicati correttamente da datori di lavori illuminati per formare un addetto, i tirocini sono utilissimi sia per l’azienda (che ha uno sconto sulla formazione) sia all’addetto (che impara un mestiere e trova un lavoro).

            Ma ripeto, dipende dalla serietà e la moralità dell’imprenditore, per carità. I controlli in effetti ci sono (bisogna tenere una specie di libro giornale con doppia firma e indicazione della materia d’apprendimento), ma per i disonesti e gli schiavisti sono facili da eludere.

        • Elio

          Visto come vanno le aziende italiane di illuminati ce ne sono pochi e visto che mediamente ne approfittano purtroppo penso non sia un bene neppure siano legali queste forme contrattuali anche se concettualmente possono essere giustificate

          • Illuminatus

            Per molti c’è sempre purtroppo il vizio del “fatta la legge, trovato l’inganno”. Problema ahimè atavico.

    • coD77

      Verissimo, 25 anni fa ero stato assunto come apprendista idraulico con un compenso di 800.000 lire al mese netti, è assurdo che 25 anni dopo si possano assumere ragazzi per 300€ lordi

      • Illuminatus

        Purtroppo, in 25 anni sono cambiate molte cose. Per molti motivi (se vuole, li posso anche elencare) gli utili delle aziende si sono assottigliati al punto che moltissime nemmeno ce la fanno più e chiudono. Basti vedere quanto capannoni vuoti ci sono, dove 25 anni fa si lavorava.

        I tirocini sono stati inventati appunto perché nemmeno con il contratto dell’apprendistato molte aziende “ci stavano dentro”. Ripeto: gli abusi sono da reprimere con mano ferma, ma ci sono molti ragazzi che grazie a questa opportunità hanno trovato un lavoro a tempo indeterminato e ben retribuito, e ne sono riconoscenti.

        Sta a Lei decidere se vuole vedere il bicchiere mezzo pieno o mezzo vuoto!

        • coD77

          Se un’azienda o un artigiano decidono d’assumere qualcuno è perchè le cose vanno bene, i capannoni si sono svuotati perchè in quei settori è venuto a mancare il lavoro. Assumere qualcuno e farlo lavorare per 8 ore al giorno a 300€ lordi è sfruttamento.
          Lo Stato dovrebbe integrare gli stipendi degli apprendisti/stagisti se l’azienda proprio non riesce a permettersi uno stipendio nei limiti della decenza

          • Illuminatus

            E’ un po’ più complicato di così. Vedo di spiegare:

            Mettiamo un neo-assunto in una azienda che fa cornici. Per fare una cornice ci vuole un’ora di lavoro per un addetto con esperienza. Ponendo che il suo costo orario lordo sia EUR 25/ora, l’azienda avrà dunque un costo di mano d’opera di EUR 25 cadauna.

            Facendo finta, per semplificare, che il costo del materiale sia zero, l’azienda venderà la cornice al grossista a EUR 30, guadagnandoci 5 Euro per cornice (il 20%). Ci siamo fino qui?

            Il neo-assunto però non è in grado di produrre una cornice correttamente finita in un’ora, perché non le ha mai fatte. Ci impiegherà due ore, con un’ora dell’operaio esperto che lo segue, che dunque fa TRE ore.

            Ammettendo che la cornice esca bene, il suo costo sarà stato di tre ore (EUR 75) per poter essere venduto a EUR 30 come paga il cliente dell’azienda. Cioè, l’azienda perderà EUR 45 su quella cornice, e continuerà a perdere soldi fino a che il neo-assunto saprà produrle nei tempi e nella qualità richiesti.

            A seconda della complessità delle mansioni, a volte ci vogliono anni prima che una addetto renda un utile all’impresa.

          • coD77

            E’ normale che sia così, anche quando facevo l’apprendista non producevo come un normale operaio e venivo seguito ma comunque lavoravo 10 ore al giorno ed il mio tempo veniva pagato in maniera congrua alla mia mansione, cioè meno di un operaio ma più di uno schiavo.

          • Illuminatus

            Ripeto, dipende dalla serietà dell’imprenditore. Nell’esempio che cito sotto, il datore di lavoro ha dato il doppio al tirocinante (tutto in busta) perché credeva in lui e non voleva farselo scappare.

            Detto questo, ci sono aziende dove la qualità richiesta di perizia è minima e quindi il lavoratore è considerato come materiale di comsumo. Triste.

          • Elio

            Fatto sta che con quello che prendono alcuni lavori diventerebbero elitari in quanto bisogna che il tirocinante abbia le spalle coperte da qualcuno se no muore difame con quel che prende e di conseguenza chi non puo permetterselo va a lavorare con cooperative che 1000 euro scarsi almeno pagano

  • Roberto

    Questo é un caso di lavoro nero al 100%

    • Amedeo

      Ok lavoro nero a 3 euro l’ora mentre i nostri giovani lavorano a 1,90€ l’ora che se ci metti le tasse sono sempre meno di 3 euro! A questo punto, bastava che facessero una ricevuta come previsto come lavoro occasionale e hanno guadagnato molto di più dei nostri GIOVANI E NESSUNO NE PARLA!!!

      • Illuminatus

        Si veda il mio commento sotto.

      • Elio

        Bisogna parlarne perche’ e’ sfruttamento nei cibfrobti dei giovani legalizzato. Nel caso dell’ articolo in questione pero’ c’ e’ l’illegalita’ completa

  • Mario Rossi SV

    Ricapitolando: lavoratori clandestini stranieri, sfruttati da stranieri. Blizzard? Alceste?