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Regime dell'arte, giovedì 21
ultima conferenza: incontro
con Mons. Bonometti

Giunge a conclusione il ciclo di conferenze che ha accompagnato la mostra ‘Il Regime dell’arte’, curata da Vittorio Sgarbi e Rodolfo Bona. L’argomento dell’ultimo incontro, in programma giovedì 21 marzo alle  17.00 in Sala Puerari (via Ugolani Dati 4), sarà ‘L’arte a Cremona tra le due guerre’. La conclusione di questo percorso, durato sei mesi, non poteva essere che con uno dei più profondi conoscitori e studiosi dell’arte cremonese del Novecento, e non solo, mons. Pietro Bonometti, già insegnante di Storia dell’arte a Cremona, al Seminario vescovile e al Liceo Classico ‘Daniele Manin’. Segretario della Commissione diocesana d’arte sacra e poi – dal 1997 al 2016 – Responsabile della sezione arte per la liturgia, ha svolto il ministero di Vicario nella parrocchia urbana di San Michele Vetere dal 1976 al 1997. Collaboratore parrocchiale della parrocchia urbana di San Sebastiano, dal 1982 è stato Consigliere spirituale per la Sezione cremonese dell’Associazione Nazionale Alpini e, dal 1997, Rettore della chiesa delle Sante Margherita e Pelagia che, grazie al suo impegno e a quello della Fondazione Arvedi Buschini, è stata restituita come uno dei gioielli più preziosi del Rinascimento cremonese.

Ricordando anche gli studi di don Bonometti su altri monumenti cremonesi, come ad esempio la chiesa dei SS. Marcellino e Pietro, fondamentali sono le sue ricerche sui pittori cremonesi del Novecento, da Illemo Camelli, del quale ha studiato l’epistolario e la pittura, tra simbolismo e realismo, a Giuseppe Tomè, che don Pietro Bonometti conosce come nessun altro, passando per Carlo Vittori, Guido Bragadini, Massimo Gallelli, Antonio ed Emilio Rizzi, Cornelio Bertazzoli, Francesco Arata, Alfeo Argentieri, Carlo Martini, Mario Beltrami e molti altri. Questi contributi doteranno di sostanza la trattazione della sua conferenza su ‘L’arte a Cremona tra le due guerre’.

Durante l’incontro verranno considerate, infatti, le figure di molti protagonisti della pittura cremonese, dalla seconda metà dell’Ottocento alla prima metà del Novecento. Ragionando su parabole artistiche ormai concluse, si tratterà delle posizioni di alcuni pittori del nostro territorio nelle temperie storiche a cavallo di due secoli e soprattutto, tra anni Venti e anni Trenta, decenni caratterizzati da cambiamenti epocali che hanno notevolmente influito nel determinarne esperienze, moduli e scelte artistiche. Domande, quesiti irrisolti e problemi troveranno così spazio in un percorso che dal Risorgimento passerà attraverso le due guerre trovando, nel Premio Cremona, uno dei suoi snodi fondamentali.

Sono stati dodici gli appuntamenti che hanno approfondito aspetti della cultura e dell’arte cremonese durante gli anni Venti e Trenta del Novecento, attraverso gli interventi di studiosi che da tempo si occupano di questi argomenti e che hanno visto la partecipazione di un pubblico numeroso, con un migliaio di presenze. Si tratta di un risultato definito dal Comune “lusinghiero per un progetto voluto dall’Amministrazione comunale e che ha coinvolto anche altre istituzioni culturali cremonesi”, dalla Fondazione “Città di Cremona”, con la mostra su Anselmo Bucci, alla Biblioteca Statale con l’esposizione documentaria Si faccia un articolo di fondo, dall’Archivio di Stato, con gli approfondimenti su Palazzo dell’Arte e sull’architettura di regime, al Dipartimento Conservazione Beni Culturali di Cremona – Università di Pavia, con le visite a Palazzo Raimondi.

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