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Pizzighettone, minoranza:
'Estremi per invalidare nomine
Ente Fiera'. Moggi: 'Buonafede'

Da sinistra Bissolotti, Bernardini e Tagliati durante il consiglio comunale del 28 marzo

Duro attacco delle opposizioni durante il consiglio comunale di Pizzighettone, svoltosi ieri sera, giovedì 28 marzo. Al centro delle rimostranze di ‘Cittadini Protagonisti’ e ‘Pizzighettone Chiama’ c’è la nomina del nuovo cda di Pizzighettone Fiere dell’Adda, la partecipata comunale che gestisce gli eventi turistici nel borgo. Dopo le dimissioni di Beltrando Ghidoni (anche presidente Pro Loco, ndr) dell’ottobre 2018, si sono dimessi anche gli ultimi due membri del vecchio cda, Graziano Malvezzi e Cristina Viciguerra. Il sindaco Luca Moggi ha quindi nominato i nuovi consiglieri (Giulio Cattaneo, Stefano Micheli e Linda Sartori, nda) e in apertura di Consiglio ne ha dato lettura. I rappresentati della minoranza, però, pur non entrando nel merito della scelta dei nuovi componenti, contestano il metodo utilizzato.

Giancarlo Bissolotti, capogruppo di CP, che a riguardo ha presentato un’interrogazione, va giù duro: “Ci sarebbero tutti gli estremi per invalidare le nomine e azzerare tutto, ma non lo faccio per senso di responsabilità visto che gli eventi sono ormai prossimi: mi auguro però che non succeda mai più. Nel regolamento si dice che un consigliere che decade per qualsiasi motivo va sostituito entro un mese, ma Ghidoni non è mai stato surrogato da ottobre: perché? E, sempre nello stesso documento, si legge anche che a Pfa spetta solo la gestione fieristica senza altre attività strumentali, ma dalle dichiarazioni dei consiglieri dimissionari emerge che siano stati invece richieste nuovi interessi”.

“Mi aspettavo – ha detto il capogruppo di PC Bruno Tagliati – una ricostruzione di quanto successo invece di rifugiarsi in una semplice comunicazione. Era doveroso rendere edotto consiglio di quanto successo e di quanto dichiarato dai componenti dimissionari: mi aspettavo almeno riunione. Non è un comportamento da sindaco né rispettoso del consiglio: mi aspettavo un atteggiamento di condivisione anche per valutare tutti gli aspetti e le prospettive di questa società”. Anche Elena Bernardini, dello stesso gruppo, sottolinea: “La nostra preoccupazione era già stata espressa al momento delle prime dimissioni, sembra che il comune abbia subito le problematiche, anziché affrontarle. Problematiche che dovrebbero essere portate in consiglio perché l’indirizzo deve venire dal consiglio e non dal solo sindaco”. “E’ triste – ha aggiunto – pensare che bisogna arrendersi agli eventi, il sindaco spieghi quale sarà l’indirizzo del nuovo cda e se ha previsto per Pfa funzioni diverse”.

Accuse che, però, Moggi respinge in blocco: “Non sono mai stato chiesti formalmente indirizzi diversi dal Comune a Pfa, ma sul contenuto delle dichiarazioni posso dire che questa è una cosa non vera e invito i consiglieri a parlare direttamente con gli interessati, come ho fatto io sia prima sia dopo le dimissioni. Per quanto riguarda il metodo, infine, sicuramente c’è stata buonafede da parte mia, ma le nomine sono il risultato di un confronto avvenuto all’interno della maggioranza e fatte proprio a causa dei tempi ristretti. Mi sono preso delle responsabilità, ma mi auguro che le scelte possano portare frutti”. “Voglio – ha concluso il sindaco – ringraziare i componenti di Pfa e anche ricordare che l’amministrazione ha fatto sforzi importanti per tenerla in piedi”.

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