Cronaca
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Colpì gli agenti, condannato esponente Kavarna. Presidio, via dei Tribunali blindata

Un anno, otto mesi e 10 giorni di reclusione. Questa la condanna decisa dal giudice al termine del processo con il rito abbreviato nei confronti di Tommaso Fontana, 40 anni, di Merate (Lecco) domiciliato a Cremona, l’esponente del centro sociale Kavarna arrestato dalla polizia il 5 aprile scorso per lesioni, rifiuto di farsi identificare, resistenza a pubblico ufficiale, minacce e danneggiamento aggravato. L’imputato, difeso dall’avvocato Sergio Pezzucchi, per ora resta in carcere. Il giudice si è infatti riservato se accogliere o meno la richiesta della difesa di remissione in libertà o quantomeno di una misura meno afflittiva. La motivazione della sentenza sarà depositata entro 30 giorni. A dare sostegno al compagno, questa mattina si è presentato un gruppo di esponenti del kavarna che ha atteso di conoscere la sentenza nel piazzale della chiesa di Santa Lucia, di fronte a via dei Tribunali, chiusa e presidiata da polizia e carabinieri, compreso l’ingresso della procura in via Jacini. Non ci sono stati disordini, ma non sono mancate offese e gesti volgari all’indirizzo dei giornalisti. Appeso al muro uno striscione con scritto: ‘Contro sbirri e fascisti, più vetri rotti. Ribaltiamo questo mondo…Tommy libero, tutte e tutti liberi’. Di scritte e striscioni contro i poliziotti ne erano comparsi anche la sera dell’arresto di Fontana davanti alla Questura, dove un gruppo di militanti del centro sociale aveva stazionato in segno di solidarietà al compagno arrestato. La presenza di Fontana, che era ubriaco, era stata segnalata in un bar di via Postumia. All’arrivo degli agenti, il 40enne, che alle spalle ha numerosi precedenti penali, prima si era rifiutato di fornire le proprie generalità e di mostrare i documenti, poi aveva iniziato ad inveire contro i poliziotti della Volante, aggredendoli verbalmente e quindi fisicamente. In seguito aveva tentato di scappare e, una volta bloccato, aveva preso a calci la portiera dell’auto su cui lo stavano caricando i poliziotti e aveva sfondato il finestrino. Per calmarlo, gli agenti erano dovuti ricorrere anche all’uso dello spray al peperoncino. Il giorno dopo il giudice aveva convalidato l’arresto e oggi la condanna.

Sara Pizzorni

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