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Caso Faliva, il giallo della
foto e le mail cancellate
Sorella e legale in procura

Nella foto, l'avvocato Bencivenga e Chiara Faliva

Si è presentata poco dopo le 11 in procura, Chiara Faliva, la sorella di Angelo, il 31enne cremonese sparito nel nulla quasi dieci anni fa dalla nave da crociera Coral Princess in viaggio da Aruba a Cartagena, in Colombia. Chiara, che era accompagnata dal suo legale, l’avvocato Marco Bencivenga, ha preso visione del fascicolo sul caso del fratello, un’indagine aperta a suo tempo contro ignoti con l’ipotesi di reato di omicidio. Tutto questo alla luce della recente richiesta di archiviazione da parte della stessa procura di Cremona. Troppi, secondo gli inquirenti, i misteri a cui non si è riusciti a dare risposta. La sorella di Angelo, però, non è intenzionata a mollare. Lo scorso 3 giugno, in occasione della visita a Cremona di Matteo Salvini, era anche riuscita a consegnare nelle mani del ministro una relazione, scritta da lei, che racconta nel dettaglio la vicenda di Angelo. Con la speranza che la scomparsa di Angelo Faliva non venga dimenticata e che la famiglia prima o poi riesca a sapere la verità su quanto accaduto. Nel fascicolo della procura in cui sono contenute le indagini effettuate dalla polizia delle Bermuda, c’è anche la testimonianza del compagno di cabina di Angelo, che aveva detto di non averlo visto rientrare la sera del 25 novembre del 2009, quando il cremonese, che sulla Coral Princess lavorava come cuoco, era di turno al ristorante. Alle 20,15 il 31enne aveva lasciato il suo posto di lavoro e nessuno aveva avuto più sue notizie, se non il giorno dopo alle 6 del mattino. Lo aveva testimoniato un altro dipendente della nave, un macellaio, che aveva detto di averlo visto ancora con indosso l’uniforme. Poi c’è il mistero di un foglio con la foto di Angelo con la scritta ‘Forget me’ (dimenticatemi, n.d.r.) che sarebbe stato visto dal compagno di cabina (il foglio, però, non è contenuto negli atti della procura di Cremona in quanto il testimone lo aveva dichiarato solo agli inquirenti americani), e il giallo delle mail scomparse: prima dell’arrivo sulla nave della polizia, la security di bordo aveva visionato il computer di Angelo, dal quale erano poi spariti alcuni messaggi di posta elettronica. Da Cremona, il 2 dicembre del 2009, Chiara Faliva, conoscendo l’account e le password, si era collegata al pc del fratello dove aveva trovato una serie di mail che due giorni dopo la stessa Chiara, ricollegandosi, non aveva più visto. Quelle mail le aveva ritrovate nella posta inviata grazie ad uno scambio di risposte. In sostanza, chi aveva cancellato quei messaggi dalla mail di arrivo non lo aveva fatto da quella di invio. “Vanno studiati attentamente gli atti”, ha sottolineato l’avvocato Bencivenga, che ora, insieme alla sua cliente, valuterà i prossimi passi.

Sara Pizzorni

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