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Commossa cerimonia di
commemorazione in tribunale
per l'avvocato Giulio Mondini

Al tavolo, la presidente di Martino e il giudice Milesi. A destra l'avvocato Soldani

Si è svolta questa mattina in tribunale, in un’aula polifunzionale gremita di avvocati, la cerimonia di commemorazione dell’avvocato Giulio Mondini, scomparso lo scorso 24 aprile all’età di 75 anni dopo una breve malattia. A rendere omaggio alla memoria del civilista cremonese, professionista molto noto e apprezzato, c’erano anche la presidente del tribunale Anna di Martino e il giudice Andrea Milesi. Davanti ai familiari e a una folta platea di amici e colleghi, la presidente di Martino, pur non avendo avuto modo di conoscere l’avvocato Mondini, ha ricordato che il professionista cremonese è stato per tanti anni presidente del Consiglio dell’Ordine degli avvocati. “Mi hanno parlato di un impulso dato dall’avvocato Mondini tra l’Avvocatura e l’Istituzione giudiziaria. La mia presenza qui oggi è un omaggio alla sua memoria”.

La parola è poi passata alla presidente dell’Ordine degli avvocati di Cremona Marzia Soldani che ha ricordato “la preparazione” e “il modo di fare” dell’avvocato Mondini. “E’ importante anche il saper parlare, l’essere disponibile, la cortesia. Caratteristiche che l’avvocato Mondini aveva, oltre alla grande preparazione e alla cultura giuridica. E’ stato un maestro. Fino all’ultimo si è sempre interessato all’Avvocatura, era molto presente sul campo, svolgeva ancora la professione”.

Infine l’avvocato e amica Isabella Cantalupo. “Giulio, classe ’44, avrebbe compiuto 50 anni di attività professionale. Era entrato giovanissimo nel Consiglio dell’Ordine, era un consigliere attivo che si occupava della previdenza forense, ma anche della biblioteca dell’Ordine, una biblioteca allora di grande valore che metteva a disposizione qualsiasi tipo di specialità. Giulio è rimasto nel Consiglio per la gran parte della sua vita, diventandone presidente nel 1998. Era fortemente legato ai principi e alla tradizione, ma era attento anche al futuro”. “E’ stato un civilista”, ha continuato a ricordare l’avvocato Cantalupo, “si è occupato delle cause relative alle procedure concorsuali, ai fallimenti e anche alle cause di carattere risarcitorio, mentre nel penale si è occupato soprattutto di reati inerenti lesioni colpose e omicidi colposi. Sintetico, puntuale, preciso, uomo leale e senza peli sulla lingua, un uomo che ha sempre creduto nella professione e che si è impegnato nella formazione di giovani avvocati. In tribunale ha conosciuto sua moglie e con tutto il personale ha sempre avuto rapporti di assoluta cordialità”. L’avvocato Cantalupo ha anche ricordato un aneddoto che la dice lunga sulla figura di Giulio Mondini. “Negli anni ’90 c’è stato un periodo di crisi: gran parte dei magistrati era stata trasferita in altre sedi e si era stati costretti a dare la precedenza al settore penale, bloccando, di fatto, quello civile. Un vero dramma. Il Foro aveva deciso di entrare in sciopero. C’era stata l’assemblea di voto, e contro l’astensione avevano votato solo due persone: l’avvocato Quaini e l’avvocato Mondini. Quando domandai a Giulio come mai avesse votato contro, lui rispose: ‘Non potevo lasciare l’avvocato Quaini da solo'”. L’avvocato Cantalupo ha infine ricordato l’impegno di Mondini nelle varie associazioni, come il Panathlon e il Lions. “Giulio era il simbolo del lionismo, che come simbolo ha due leoni che si danno le spalle. Uno guarda al passato e l’altro al futuro”.

Al termine della cerimonia di commemorazione, la presidente del tribunale di Martino ha proposto un’iniziativa, da realizzare dopo l’estate, di dedicare a Giulio Mondini una giornata sul tema della deontologia, ricevendo consensi e applausi da parte di tutta la platea.

Sara Pizzorni

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