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UTIN, TESTIMONIANZA/8
'Senza questo reparto Sofia
non sarebbe sopravvissuta'

Continuano le testimonianze di chi chiede a gran voce di salvare l’unità di Terapia Intensiva Neonatale di Cremona, per la quale la Regione Lombardia ha disposto il ridimensionamento. Una mobilitazione di massa, con tanto di petizione lanciata su Change.Org, che ha già raccolto in pochi giorni oltre 10mila firme. E’ Michela Mattarozzi, oggi, a scriverci per raccontarci della sua positiva esperienza nel reparto.

Se volete raccontare la vostra esperienza presso l’Utin dell’ospedale di Cremona, potete inviarla a redazione@cremonaoggi.it.

Mi chiamo Michela, mia figlia Sofia ha quasi 15 anni ed è stata un’ospite dell’Utin di Cremona. Era il 2004, avevo 17 anni. Il 29 dicembre, a 28 settimane, il mio piccolo miracolo decide di nascere, 1.089 grammi di donnino. Calata subito a 887 grammi, operata al cuore, piena di tubicini. Mi hanno accudito e coccolato come se fossi loro figlia. Mi hanno sempre spiegato tutto, sia le cose belle che quelle meno, sempre umani e professionali, a volte anche più della norma, per tutta la sua permanenza, cioè 2 mesi e mezzo. Se non ci fosse stato questo reparto, con questo personale e questa strumentazione, mia figlia Sofia non sarebbe sopravvissuta e ora non sarebbe quella splendida ragazza che è e ora non sarei qui a raccontarvi una storia a lieto fine.

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