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UTIN: TESTIMONIANZA/15
'Infermiere e padre, credo sia
un azzardo chiudere il reparto'

Continuano le testimonianze di chi chiede a gran voce di salvare l’unità di Terapia Intensiva Neonatale di Cremona, per la quale la Regione Lombardia ha disposto il ridimensionamento. Una mobilitazione di massa, con tanto di petizione lanciata su Change.Org, che ha già raccolto in pochi giorni oltre 10mila firme. E’ Matteo, oggi, a scriverci per raccontarci della sua positiva esperienza nel reparto. 

Se volete raccontare la vostra esperienza presso l’Utin dell’ospedale di Cremona, potete inviarla a redazione@cremonaoggi.it.

Il 30 gennaio è nato mio figlio Lorenzo. Durante il parto ha avuto un problema respiratorio è prontamente, dopo i primi soccorsi ne “l’isola neonatale”, è stato trasferito in Utin, dove è rimasto ricoverato per una settimana. Disponibilità, cordialità e professionalità del personale medico e infermieristico ineccepibile! Come prima esperienza da padre mi hanno insegnato a prendermi cura di mio figlio (cosa di cui non avevo la minima idea di dove si dovesse iniziare). Già il fatto che appena entrato ti chiamino “mamma” e “papà” fa si che l’ambiente sia davvero informale e accogliente!

Mio figlio Lorenzo dopo le loro cure non ha avuto più problemi. Sono state programmate visite di controllo per valutare i miglioramenti del bambino e si sono presi in carico della sua salute in maniera impeccabile. Da infermiere che lavora nell’ospedale di Cremona credo che sia davvero un azzardo chiudere un reparto di “emergenza/urgenza”. Un errore che vedrà costrette le famiglie in attesa ad andare a Brescia o Parma per farsi seguire durante la gravidanza.

Da infermiere mi metto anche nei panni dei miei colleghi che si vedono tolta la possibilità di lavorare nel reparto che hanno scelto con amore e passione solo per burocrazia e politica da 4 soldi! La salute va protetta.

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