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Questione Dlf, gruppo
di soci scrive al nazionale:
'Serve operazione verità'

Chiarimenti sul futuro e “un’operazione verità” per il passato. Perchè non può passare in cavalleria quanto successo al Dopolavora Ferroviario, tale da creare “un danno economico e di immagine non banale per la società”, sostiene in una lettera un gruppo di soci della canottieri Ferrovieri, che ha preso carta e penna e scritto direttamente al Dfl Nazionale.

Vertici romani che una ventina di giorni fa, in sintesi, hanno promesso di ‘salvare’ la società rivierasca dopo l’emersione di un debito da mezzo milione di euro non aumentando le quote e creando una nuova società sportiva dilettantistica (Ssd) che gestisca le strutture sul Po. Il Dlf nazionale, si legge, sarebbe pronto a “nominare tutti i membri nella futura gestione (5) anche per la componente dei soci frequentatori (2). Un “errore”, scrivono i soci, per almeno tre ragioni: svilimento del passaggio in assemblea, in programma per il 19 dicembre. Nomina dall’alto anche dei membri frequentatori senza poter valutare criteri di rappresentatività e competenza. Assenza di collegialità nelle decisioni.

Manca altresì, a oltre due settimane dalla conferenza stampa in cui il Dlf di Roma annunciò le novità, una bozza di statuto della nuova società. Che si aspetta?, si domanda il gruppo di soci. Una lettera che è una richiesta di confronto su vari temi, senza dimenticare quelli dei costi della nuova società, del rischio di allontamento dei soci (pronti a migrare verso altre strutture sportive con rette inferiori) e del destino degli attuali dipendenti. Tutto, ad oggi, è incerto. Ed è bene che prima dell’assemblea qualche incognita venga chiarita.

s.b.

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