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'Verde pubblico sacrificato ad
interessi privati pur legittimi:
Allora a cosa serve pianificare?'

“Legambiente non intende scontrarsi con l’amministrazione e chiederemo di incontrare gli assessori prima di Natale. Qui però non è in discussione altro se non un modello di sviluppo già visto troppe volte in passato e per noi sbagliato”. Giovanna Perrotta, del direttivo del circolo Vedo Verde di Legambiente, all’indomani della commissione Territorio in cui si è parlato degli alberi di via Sesto, interviene nel merito e nei metodi, partendo dai tempi con cui l’amministrazione ha fatto eseguire l’intervento di potatura su un’area che da verde pubblico diventerà privata e produttiva. La tempistica degli abbattimenti delle piante è stata troppo accelerata, “la presentazione delle osservazioni scadeva il 2 dicembre e le piante tagliate immediatamente, prima ancora che venissero diffuse le controdeduzioni e prima della discussione in consiglio comunale sulla variante”, afferma. Un brutto esempio da parte del Comune, “il primo che dovrebbe rispettare le regole per dare il buon esempio ai cittadini”. Nella prima delle osservazioni presentate dall’associazione ambientalista, a fine agosto, nei riguardi della verifica di assogettabilità alla Vas della variante, veniva contestata la validità della procedura seguita dal Comune, che “stravolge le regole stesse della pianificazione urbanistica e il Piano di Governo del territorio viene piegato a meri interessi, anche se legittimi, di un privato cittadino e svuota quindi di significato qualsiasi tipo di programmazione e di gestione delle aree pubbliche”.

“Con questo metodo qualsiasi area attualmente destinata a funzioni pubbliche e in particolare a verde, potrebbe essere modificata a fronte di una richiesta privata, purchè in qualche modo sufficientemente motivata”.

“Le compensazioni previste a Bagnara – aggiunge l’esponente ambientalista – non possono compensare la perdita di un bosco in via Sesto: è in via Sesto che c’è traffico e smog, soprattutto ora che si è ampliato il parco commerciale, con gli inevitabili problemi di traffico che congestionano una viabilità di modeste dimensioni”.

Infine, la pratica di via Sesto, non è mai stata visionata dalla commissione consultiva Paesaggio.

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