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Blasfemia in chiesa,
don Piccinelli:
'Celebrazioni riparatrici'

Adorazione eucaristica ogni primo giovedì del mese, da gennaio fino alla solennità del Corpus Domini, come riparazione all’atto sacrilego compiuto da un gruppo di ragazzi di Soresina la notte dell’ultimo dell’anno. L’iniziativa del parroco di Soresina don Angelo Piccinelli, divulgata sull’ultimo numero del bollettino di San Siro, è di quelle che ancora una volta faranno discutere, dopo i suoi interventi nell’ottica dell’impegno cristiano in ogni ambito della vita sociale, ad esempio la scorsa estate: “l’ambiente è da difendere, datemi del gretino”, e molti altri interventi contro la classe politica.

Il fatto scatenante è stata l’incursione notturna di un gruppo di ragazzi e di giovanissimi “non ben identificati, maschi e femmine” che mentre i fedeli erano in adorazione del Ss. Sacramento, hanno prima gridato bestemmie dalla strada, quindi, vedendo la porta aperta della chiesa, “si sono prima avvicinati all’ingresso con una radio a tutto volume farneticante parole blasfeme, per introdursi poi improvvisamente in mezzo a noi urlando irripetibili offese a Dio”. Un fatto che don Piccinelli collega ad altri analoghi riportati dalle cronache regionali e che sono indicativi della china perversa che sta prendendo una fetta di società, giovanile e non solo. Il parroco riporta  anche altri inquietanti episodi, come la pubblicazione, su un profilo Instagram, di post blasfemi riguardanti il Natale, condivisi anche da insospettabili ragazzine che frequentano la parrocchia. “Inimmaginabili imprecazioni, bullismo sgraziato e tracotante” che, se fossero diffuse in alcuni Paesi del mondo arabo riferite all’Islam potrebbero portare “alla lapidazione sulla pubblica piazza; non in Italia, per fortuna, dove in mezzo a noi godono invece e purtroppo, di un clima di complice e inquietante indifferenza”.

Don Piccinelli non risparmia infine un attacco alla politica che utilizza i simboli cristiani piegandoli a fini di interessi di partito. Il riferimento al leghista Matteo Salvini non è esplicito, parlando dell’opportunità di reintrodurre il reato di vilipendio della religione, considerando ” la strumentalizzazione politica dei simboli sacri: l’esibizione, machiavellisticamente  calcolata e assolutamente indebita, di un Presepio durante un congresso di partito nel quale si ‘predica’ una logica esattamente opposta a quella del Natale di Cristo”.

Di qui la proposta ai fedeli: “A Soresina, come segno di riparazione per l’atto sacrilego del 31 dicembre scorso,  sarà proposta nella stessa cappella invernale e alla stessa ora, ovvero dalle 23,30 alle 00,30, nella notte tra ogni primo giovedi e venerdì del mese, una adorazione eucaristica .. l’iniziativa sarà ripetuta fino alla celebrazione del Corpus Domini il 14 giugno 2020”. g.b.

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