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Investimento di ciclista in
viale Trento e Trieste, Fasani:
'E' successo ciò che temevamo'

L'intersezione Trento e Trieste - Geromini

Incidente per fortuna senza gravi conseguenze, oggi pomeriggio alle 16,30, all’intersezione viale Trento e Trieste – via Geromini. Un’auto di grossa cilindrata che percorreva il viale, ha causato la caduta di una donna di 61 anni che percorreva il percorso protetto o in sella alla sua bici; è intervenuta la Polizia Locale per i rilevi e un’ambulanza del 118 che ha portato la donna in ospedale in codice verde. Un fatto triste ma esemplificativo – secondo il consigliere di Forza Italia Federico Fasani – di una situazione ampiamente prevedibile: “Quella pista non è sicura perchè dà ai ciclisti solo la sensazione di sicurezza facendo sì che prestino meno attenzione ai punti più a rischio, ad esempio le intersezioni con le vie laterali. La svolta a destra per le auto che percorrono il viale verso Porta Venezia è di per sé un fattore rischioso, essendo la guida a sinistra. Spiace dirlo, ma non è la prima volta che lo facciamo presente”. Era aprile di un anno fa, a pista ciclabile da poco inaugurata, quando lo stesso Fasani evidenziava le pecche del tracciato di viale Trento e Trieste: “non è rettilinea, è un percorso sinuoso che si snoda tra alberi e pali della luce, tra tombini rialzati e tubature che escono dal suolo, con una segnaletica che, agli incroci, non mette in guardia i ciclisti sulle auto che svoltano a destra e potrebbero investirli, come in via Geromini. Avevamo chiesto con un’interrogazione se l’esecuzione  avesse rispettato esattamente il progetto  e ci è stato risposto che erano state fatte solo piccole modifiche, ma a me non sembra”.

Pessima, secondo Fasani, anche la scelta del tracciato in prossimità del plateatico di bar e gelateria a porta Venezia, letteralmente appiccicato al gazebo. “Una ciclabile Potemkin”, ironizzava il consigliere parafrasando il titolo del film sovietico divenuto sinonimo di fantozziane disgrazie.

In risposta al consigliere di FI era intervenuto l’estensore del Biciplan ed allora consigliere di Sinistra per Cremona Filippo Bonali (vedi link sotto).

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Commenti
  • Gianluca

    Prevedere eventualmente uno stop anche per le bici nei punti più pericolosi? Giammai, sacrilegio!

    • Chicca

      Hai ragione !! Purtroppo i ciclisti pensano sia tutto dovuto perchè cè pista ciclabile, ma devono comunque stare attenti ! Non devono passare per forza !!!

      • Jeppetto

        In effetti è passata ormai la convinzione che se sei sulla ciclabile puoi viaggiare come un treno sui propri binari… Merito dei “SORRISI” alle inaugurazioni delle piste?

    • rebelot

      Quoto in pieno! Nei punti di intersezione la precedenza deve essere data alle auto.

      Nella svolta a destra l’automobilista NON VEDE IL CICLISTA!
      Aspettiamo il morto per modificare l’andamento???

      • Abiff

        Ed inoltre chi svolta a destra ed inchioda rischia un tamponamento.

        • rebelot

          Giusto!

          • Andrea Taino

            la pista ciclabile che io percorro fra l’altro 4 volte al giorno è molto insicura in quell’incrocio. è l’unico incrocio in cui le automobili possono girare a destra non regolato da semaforo, le altre intersezioni lo sono. ho già rischiato anche io di essere investito mentre la percorro nel senso di marcia delle auto, mentre è più sicura nell’altro senso. serve davvero fare qualcosa in quel punto

        • Jeppetto

          Esatto, perché resta con la coda dell’auto in mezzo alla strada…

      • Jeppetto

        Idem come la svolta a destra da viale Po in via Lugo…

  • Fabiana Pagliari

    Mi chiamo Fabiana la primavera scorsa sono andata a Vienna e tutte le piste ciclabili avevano i semafori alti 1.50 cm e funzionavano alternati ai semafori della strada principale. Lo so Cremona non è grande come Vienna e di persone in bicicletta ne ho viste moltissime molto attente e prudenti. Anche lì capiteranno incidenti simili ai nostri ma c’è un regolamento anche per chi percorre le ciclabili. E se sbagli la multa non è solo dell’auto. Scusate purtroppo quella strada la faccio parecchie volte io controllo sempre, ma la svista può capitare. Grazie

    • Jeppetto

      Interessante l’esperienza in una grande città: ma esiste la segnaletica sulle piste ciclabili? A Cremona non c’è segnaletica orizzontale se non nei grandi incroci dove ci sono i semafori. Per il resto solo le linee della corsia, nessun “dare la precedenza”, incrocio pericoloso…

    • Abiff

      Domanda semplice semplice: a Cremona, quanti ciclisti passano con il rosso, quando il semaforo c’è?

      la soluzione non è più semafori, è più educazione. E a questa si arriva solo con più multe.

  • ilMutanda

    “Quella pista non è sicura perchè dà ai ciclisti solo la sensazione di
    sicurezza facendo sì che prestino meno attenzione ai punti più a
    rischio, ad esempio le intersezioni con le vie laterali.”Cioè la pista ciclabile è insicura perchè da troppa sicurezza??

  • CommanderKeen

    art. 145, comma 1, del Codice della Strada recita: “I conducenti, approssimandosi ad una
    intersezione, devono usare la massima prudenza al fine di evitare gli incidenti”
    Vale sia per tutti.

    • Jeppetto

      Esatto, la prudenza vale per tutti i conducenti di veicoli. Soprattutto è importante lasciare agli altri il tempo per capire le proprie intenzioni: non sterzare, frenare, partire, scendere dal marciapiedi improvvisamente, ecc…

  • ciclo-pe

    Questa ciclabile in alcune parti è molto carente e poco sicura. Il ciclista avrebbe la precedenza ma le condizioni di visibilità sono scarse e gli spazi ristretti, ci sono automobilsti distratti e ciclisti troppo sicuri di se. Le ciclabili vanno prese seriamente, vanno ben progettate e meglio eseguite poi, per tutti, ci vuole buon senso e rispetto delle regole. Ieri un automobilista proveniente da via Erizzo e che avrebbe dovuto darmi la precedenza all’incrocio con via Aselli, ero in bici, è uscito ignorandomi completamente, aveva il cellurare nella mano destra e con la sinistra cercava di girare il volante: è finito sul marciapiede e ha rischiato di sbattere contro l’edificio. Contro la stupidità non c’è ragione che tenga.

  • MrCairo

    Faccio quella curva più di una volta al giorno, tutti i giorni, mi fermo sempre e controllo che non stia per passare alcun ciclista. Sono io quello strano? Forse è perché non guido con il telefono in mano e guardò la strada (cosa poco consueta al giorno d’oggi, provate a guardare gli automobilisti quando vi capita, rimarrete sconcertato dal numero di persone che guidano parlando al telefono (spesso su auto nuove che sicuramente hanno il viva voce integrato, ma l’abitudine tarda a morire). Aprite gli occhi quando guidate.
    Non sto dicendo che la ciclabile sia un’opera ben fatta, per carità, ma se guardate la strada è state attenti non ammazzate nessuno, e questo vale allo stesso modo per i ciclisti.

    • Abiff

      Immagino che lo faccia guardando nel retrovisore, sperando di non vedere il bus che La sta per tamponare.

      “Non sto dicendo che la ciclabile sia un’opera ben fatta, per carità”. E’ tutto qui la questione. La ciclabile non è a norma, è pericolosa, qualcuno potrebbe lasciarci le penne, e quindi VA CORRETTA. Non bisogna fare sconti a nessuno, come loro non li fanno a noi. Li paghiamo noi, questi illustri progettisti, perdio.

      • MrCairo

        No, non guardò nel retrovisore, guardò semplicemente al dilà del finestrino. Se un autobus mi tampona non è colpa certamente della ciclabile.
        Il fatto è che non sarà una grande opera ma qui si critica, si infanga, si divaga e non si conclude niente, proprio come in comune. Dove l’avreste fatta la ciclabile? Sui muri? Perché parlate di cose di cui sapete poco o niente? Anche io lo sto facendo ma non critico senza proporre perché è il metodo migliore per infangare ciò che c’è e non avanzare verso ciò che dovrebbe esserci.
        Io sono utente sia automobilistico, sia ciclista e non mi sembra sto gran pericolo, ho più paura quando percorro in bici l’attraverdamento del simply ( ora Conad) sulla ciclabile di viale Po ad esempio. Se ogni uno si attiene alle regole funziona tutto, se riduciamo il traffico solo a come sono fatte le strade, come si dice a Cremona, l’è pö finìda e nessuno ha mai colpa.

        • Abiff

          Io non infango, critico con competenza in materia. I punti sono questi:

          1. CdS alla mano, la ciclabile non è a norma, dunque è pericolosa. Se non ci crede, visioni gli articoli relativi alle ciclabili e poi prenda un metro e vada a misurare.

          2. Se lì non si poteva fare a norma, non andava fatta. Tanto la stanno realizzando nella via parallela (via Dante).

          3. Lei dice che le regole vanno rispettate: bene, vanno rispettate anche le regole della progettazione delle ciclabili.

          Non è compito mio proporre al Comune quello che deve fare, né mi ascolterebbero al Palazzo (in passato ci ho provato inutilmente), ma posso benissimo esercitare il diritto di critica quando le cosa sono fatte male.

          Buona giornata.

          • MrCairo

            Non ho messo in discussione che la ciclabile sia fatta male, ne tantomeno la sua competenza (ammesso che ci sia, prima generalizzavo), voglio ribadire però che l’attenzione degli utenti tutti non deve mai passare in secondo piano, qui nello specifico si parla dell’attraversamento, non della ciclabile in sé (che non considero fatta ad arte). Ovvio che i primi a rispettare le regole di costruzione devono essere i progettisti del comunque, e se non le hanno rispettate a maggior ragione. Ciò su cui volevo puntualizzare è però che se in quell’incrocio, se investi un ciclista che sopraggiunge, la colpa è tua, norma o no, Galimberti o no. In quel tratto, se si sta attenti, non si fanno incidenti. Non voglio solamente che l’inadempienza del comune nella costruzione venga interpretata implicitamente come un capro espiatorio per coprire l’inadempienza degli utenti, il che mi sembra uno dei fatti più gravi. Non so se mi sono spiegato.