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Rsa, Fontana respinge accuse: Delibera proposta dai tecnici, valutazione è responsabilità Ats

Il governatore: "Stufo di essere accusato di non aver fatto cose che dovevano fare altri, come procurare mascherine o difese sanitarie"

(foto di repertorio)

Il presidente di Regione Lombardia Attilio Fontana non teme l’inchiesta sulle morti nelle residenze sanitarie assistenziali (Rsa) come ha sottolineato in un intervento a Mattino Cinque: “Aspetto l’esito con estrema serenità”. Anche perché Fontana ha sottolineato come le decisioni prese dalla sua Giunta siano il risultato di proposte e responsabilità di terzi ed in particolare dei “tecnici” e “dell’Ats”. Alla Stampa, invece, il governatore aveva confessato “di essere stufo di essere accusato di non aver fatto cose che dovevano fare altri”, come, ad esempio, “procurare mascherine o difese sanitarie”.

Il governatore ha infatti affermato che la scelta di trasferire i pazienti positivi dagli ospedali alle Rsa è stata “proposta dai tecnici” e che la Regione si è “adeguata”. Un concetto ribadito ancora da Fontana: “Noi abbiamo fatto una delibera che è stata proposta dai nostri tecnici che ci hanno detto che a determinate condizioni (reparti separati e personale esclusivamente dedicato, nda) la cosa si poteva fare”.

Il problema, come già per quanto riguarda la possibilità di disporre dei dispositivi di protezione individuale (Dpi), riguarda l’effettiva verifica di questi requisiti da parte di Regione. Se l’Assessore al Welfare Giulio Gallera nella conferenza stampa dello scorso 10 aprile sul fatto che le Rsa fossero in grado di applicare le linee guida regionali non aveva risposto (qui l’articolo), il governatore cita di nuovo i numeri già presentati dallo stesso Gallera: solo 15 strutture su 705 “avevano le condizioni e hanno accettato”. Anche in questo caso, però, Fontana precisa: “La responsabilità è dell’Ats che si è recata sul posto e ha valutato se ci fossero o meno le condizioni”.

mt

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