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Nuovo attracco a Po, pronto
progetto preliminare: sarà finito
per la prossima primavera

il punto dove verrà realizzato il nuovo attracco fluviale

Approvato dalla Giunta  il progetto preliminare per il nuovo attracco turistico di fronte alle canottieri, poco oltre il ponte in ferro che sarà realizzato grazie alla partecipazione del Comune al bando ‘Lombardia to stay’, per iniziative di marketing territoriale, con un contributo di € 400.000,00 a fronte di spese ammissibili pari a € 550.000,00. I tempi di realizzazione: a maggio scelta del progettista e tra agosto e settembre consegna del progetto definitivo ed esecutivo con approvazione da parte del Comune. Quindi seguiranno l’indizione della gara e l’aggiudicazione e infine, a gennaio, il via ai lavori per la durata di circa tre mesi in modo da rendere fruibile l’attracco per la stagione primaverile 2021.

La scelta della zona, appartenente al Demanio pubblico dello Stato, si è basata sugli aspetti morfologici e logistici della sponda del Po. Il dislivello tra la sommità spondale e il livello medio di galleggiamento del pontile, infatti, in questo punto è più contenuto rispetto ad altre sezioni della riva. A favore inoltre la breve distanza dal parcheggio di largo Marinai D’Italia e la presenza delle società canottieri. La nuova piattaforma, si legge nella relazione tecnica, “interagisce in modo organico con le strutture esistenti realizzate da AIPO, in particolare l’attracco per motonavi da crociera di L.go Marinai d’Italia e l’alaggio di via Riglio. Con l’intervento in progetto si completa quindi il sistema degli attracchi e alaggi nel Comune di Cremona, garantendone una gestione razionale”. L’area prospiciente verrà successivamente riqualificata e dotata di servizi e spazi attrezzati
per la sosta.

Ma come si presenterà la nuova struttura? Il pontile galleggiante sarà autolivellante in funzione delle oscillazioni del livello medio del fiume e l’accesso avverrà mediante passerella mobile adatta anche al trasporto delle utenze deboli, costituita da una struttura metallica reticolare, collegata al pontile ed a un pontone sul lato terra.
L’ancoraggio del pontile sarà garantito da pali in acciaio, al fine di consentire solo ed esclusivamente il movimento ascensionale relativo al galleggiamento della struttura in tutte le condizioni di massima magra e di massima piena. Il pontone dovrà essere dotato di copertura per il riparo da eventi meteorologici, servizi igienici e piccolo box biglietteria.
Il  pontile sarà adatto ad ospitare almeno una ventina di passeggeri; la passerella sarà realizzata in acciaio elettrosaldato e zincato a caldo, con corrimano in tubolare. Il tutto sarà reso visibile da fanali di segnalazione autoalimentati da pannello solare incorporato ad elevata visibilità.

Cremona – si spiega nella relazione tecnica – è l’unica città capoluogo di provincia in Lombardia che si affaccia direttamente
sul fiume Po e ha una consolidata storia di fruizione sportivo-ricreativa con l’ambito fluviale. E anche se in questi giorni parlare di turismo sembra fuori luogo, viste le incognite legate alla situazione sanitaria, il progetto punta a una visione di lungo periodo e ad integrare l’asta fluviale con altre infrastrutture quali la ciclovia VenTo.

Questa l’idea di fondo alla base del progetto, illustrata nella relazione: “Lo sviluppo del turismo slow e del turismo culturale rende opportuno dotarsi di una infrastruttura che consenta anche al turista di godere della bellezza storico-naturalistica degli ambiti del Grande Fiume. La dotazione di queste tipologie di infrastrutture, che si collegano a quelle già esistenti e ad attività economiche, quali agriturismi e altre strutture di ospitalità, consentirebbe di ampliare lo spettro di attività da offrire al turista, incentivandone la permanenza ed i pernottamenti. Modificando quindi il turismo prevalente delle nostre zone, da mordi e fuggi a turismo di lunga durata.
L’obiettivo è quello di raggiungere nei primi anni almeno 10.000 presenze di turisti, per raddoppiarli nel corso dei 4 anni successivi ai primi 2 di sperimentazione, ed il coinvolgimento di almeno 2 armatori più l’indotto per la gestione dell’area.
La via fluviale avrà quindi, quale punto di arrivo-partenza, un attracco pubblico, pensato per ricevere unità navali di piccolo cabotaggio. Si immagina un’utenza di turismo giornaliero che si serve di piccole imbarcazioni e che si colloca all’interno di un contesto ormai consolidato che spazia nel turismo ambientale, storico culturale, gastronomico, sportivo. I destinatari saranno anche i residenti, i frequentatori delle storiche società canottieri che si affacciano sul Po (15.000 iscritti) e i cittadini di Cremona”.

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Commenti
  • Sbirulino19

    Inutile tanto i turisti non verranno per un bel po’.

  • Abiff

    In tanto hanno anche provveduto a garantire, oltre ai soldi nostri, anche la presenza di sufficiente acqua nel Po per i battelli?

  • ciclo-pe

    Bene, altri 500.000 euro investiti in una struttura di attracco quando già ne esiste una in fondo a via del Porto (porto=attracco) realizzata da Regione Lombardia che potrebbe essere sistemata abbassando i punti di aggancio delle passerelle, lavoro sicuramente fattibile. La zona è facilmente raggiungibile e dotata di ombrosi parcheggi. Il nuovo attracco invece non è facilmente raggiungibile e in teoria il parcheggio sotto il ponte sarebbe abusivo in quanto inaccessibile dalla Ss10. Poi l’attacco è sicuramente disturbato da inquinamento sia atmosferico che acustico del ponte. Insomma il Comune ci riprova, non gli è bastata la debacle dell’attacco realizzato a valle della Mac costato al contribuente una bella sommetta e spazzato via da una piena del Po. Per inciso quell’ attracco non fu mai messo in esercizio in quanto non c’era nessuno che lo gestiva.

    • Abiff

      Chissà perché quando c’è da fare qualcosa di inutile, i soldi ci sono sempre, e tanti anche.