Commenta

Val Padana 3^ATS per n. test
sierologici svolti, ma anche
di operatori sanitari positivi

Dal 23 aprile al 6 maggio sono stati effettuati da ATS Val Padana 6.552 test sierologici, di cui 3.910 presso l’Asst di Cremona, 1.968 presso quella di Crema e i rimanenti a Mantova. L’ATS Val Padana è la terza per numero di test effettuati dopo Brescia (9.030) e Bergamo (7.212). I test, che sono stati effettuati su invito della stessa ATS, hanno riguardato sotanzialmente soggetti in quarantena (33% dei test effettuati) ed operatori sanitari (64,6% dei test effettuati), con ATS che sottolinea che “stanno inoltre prendendo avvio anche i test sierologici per Medici di Medicina Generale, Pediatri di Libera Scelta e Medici di Continuità Assistenziale i cui esiti sono però ancora in fase di refertazione”. In totale sono risultati positivi il 47% delle persone in quarantena (1.016) e il 15,5% (656) degli operatori sanitari testati.

Questo secondo dato, riferito come detto agli operatori sanitari, assume una rilevanza maggiore se si considera che si tratta del terzo dato più alto in Regione (su 7, pr l’ATS Insubria non sono stati comunicati dati sugli operatori sanitari, nda), dopo Bergamo (24,1%) e Milano (15,9%). Per quanto riguarda le singole Asst (esclusa quella di Mantova), a Cremona è risultato positivo il 16,1% degli operatori sanitari, a Crema il 16,8%. Sul fronte delle persone in quarantena, invece, le percentuali delle due Asst sono di 42,6% (Cremona) e 53,7% (Crema). Il 47% complessivo dell’ATS, invece, è il quinto dato (su 8) in Regione dopo le ATS Montagna (59,9%), Bergamo (59%), Brescia (53,8%) e Pavia (47,9%).

I test proposti sono stati messi a punto dall’IRCCS San Matteo di Pavia e consistono in un prelievo ematico che serve per verificare se un organismo ha sviluppato gli anticorpi e se questi sono neutralizzanti per il virus. In caso di esito negativo del test, sottolinea l’ATS, questo indica “l’assenza di infezione pregressa o un livello molto basso di IgG dirette contro il virus (soggetto suscettibile di possibile infezione da SARS-CoV-2)”. In caso di esito del test dubbio, il soggetto è invitato a ripetere il test dopo una settimana, prolungando di conseguenza l’isolamento fiduciario. In caso di esito positivo del test, il soggetto effettua il tampone nasofaringeo per ricerca di RNA virale. In attesa dell’esito del tampone, si prosegue con l’isolamento fiduciario.

mtaino

© Riproduzione riservata
Correlati
Commenti