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Il teatro Ponchielli divide
la maggioranza. E i soci privati
dettano le regole per il bando

La vicenda Cauzzi, i prodromi e gli strascichi, stanno segnando anche la maggioranza alla guida della città di Cremona. Ieri doveva tenersi una riunione di maggioranza nella quale i partiti che sostengono la Giunta Galimberti (Pd, Art.1, Sinistra per Cremona e liste civiche) dovevano trovare una linea comune sulla vicenda, visti anche i diversi distinguo nati sulle modalità di cambio al vertice del teatro Ponchielli. In particolar modo l’ex sindaco Paolo Bodini (di Art.1) aveva preparato un intervento di analisi di quanto accaduto. Come avviene in tutti i comuni, la riunione di maggioranza, anche per il rispetto del ruolo dei partiti, avrebbe dovuto  tenersi senza la presenza del sindaco per garantire l’assoluta libertà di espressione. Saputo che il sindaco Galimberti voleva essere della partita, Paolo Bodini e il consigliere comunale di art.1 Francesco Ghelfi non si sono presentati all’incontro rimarcando l’insolita procedura adottata dal primo cittadino. Niente riunione di maggioranza dunque, e richiesta da parte di Art.1 al segretario provinciale del Pd Vittore Soldo di poter effettuare un nuovo confronto senza la presenza del primo cittadino nella ricerca di una linea comune sulla vicenda Cauzzi-Ponchielli.

Intanto i soci privati del teatro Ponchielli (Fondazione Arvedi Buschini, Centro Musicologia Walter Stauffer, Associazione Industriali di Cremona, Vito Zucchi, Wonder Spa, Credito Padano, Fondazione Comunitaria, Walter Montini in rappresentanza dei soci sostenitori e ordinari)  hanno inviato una lettera ai tre consiglieri (Anna Lazzarini, Francesco Marcotti, Andrea Rurale) espressione dei soci stessi. I soci rimarcano come  sia anomalo e inusuale che tre consiglieri espressione dei Soci fondatori abbiano tra di loro posizione divergenti, tantopiù assunte senza alcuna interlocuzione con i soci rappresentati che da sempre hanno deliberato all’unanimità quanto di loro competenza. “Se oggi possiamo discutere del futuro del Teatro, è grazie a coloro che in passato e ancora oggi, a partire dai Consiglieri di Amministrazione, dal Sovrintendente e da tutto il personale del teatro, hanno saputo garantire una elevata qualità della proposta culturale, unita a una sana e oculata gestione”.

I soci fondatori aggiungono poi alcune caratteristiche che dovrà avere il prossimo Sovrintendente: durata dell’incarico di tre anni, inquadramento come dirigente (settore Commercio) a tempo pieno, divieto di svolgere altre attività lavorative o ricoprire qualsiasi altro ruolo nell’ambito dello spettacolo dal vivo.

LEGGI QUI LA LETTERA DEI SOCI FONDATORI E SOSTENITORI

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Commenti
  • Italiana

    Insomma, c’è chi pur dovendosi fare da parte, detta le condizioni

    • Abiff

      Non sai niente della situazione.

  • Marengon

    Ritengo che lo scontro in atto sia significativo e vada oltre la gestione del Teatro. Il Sindaco è stato messo (e poi anche eletto, per pura formalità…) in quella posizione da chi a Cremona esercita il vero potere decisionale. Forse dopo 6 anni di governo il primo cittadino si è stufato di prendere ed eseguire gli ordini impartiti e sta alzando un po’ la testa. E la risposta di chi conta non si è fatta attendere, spiegando al professore i principi della fisica che regolano il potere cremonese…
    Con il Tognazzi ancora chiuso vedremo un po’ di cinema, in centro e dal vivo!
    Auguri Galimba!

  • Abiff

    Bravo Paolo!