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Teatro Ponchielli, probabile
chiusura fino a dicembre: nomi
prestigiosi per sostituire Cauzzi

Una scena dell'Aida al Ponchielli, lo scorso novembre

C’è una nuova emergenza a Cremona: il teatro Ponchielli resterà chiuso, salvo ripensamenti, fino al 31 dicembre. Quello che preoccupa è lo stato nel quale – e l’assemblea di giovedì scorso lo dimostra – è precipitata una delle istituzioni che hanno fatto grande Cremona nel mondo. Un’assemblea dove i veleni sparsi da alcuni consiglieri, l’hanno fatta da padrone. Tant’è che il rappresentante di uno dei soci fondatori del teatro (Alessandro Tantardini per la Fondazione Stauffer) ha persino chiesto al consigliere Andrea Rurale (insieme a Francesca Pagani  estensore della lettera che accusava durante la gestione Cauzzi) di dimettersi.

In tanti anni il teatro ne ha viste di tutti i colori, dalle infuocate ultime sedute del Condominio quando il Ponchielli era “privato” e ormai senza fondi, all’acquisizione da parte del Comune all’epoca di Zaffanella, fino alla lunga gestione di Angela Cauzzi che ha riportato il Ponchielli nell’élite europea dei teatri. Mai in una assemblea si era assistito a un lungo intervento di un consigliere (peraltro rappresentante dei soci che mai si è confrontato con gli stessi che rappresenta) solo in chiave anti-soprintendente con toni che hanno scatenato vivaci reazioni dei soci stessi.

Walter Montini, rappresentante in scadenza dei soci ordinari del teatro, è stato durissimo sulle ultime vicende del Ponchielli definendola una brutta pagina nella lunga vita del teatro e nella storia culturale della città. “Una pagina antipatica, scritta male e piena di errori commessi in questi mesi dall’istituzione locale”. Montini ha poi chiesto all’assemblea qual è il ruolo oggi dei privati nella Fondazione Ponchielli, visto che sono traditi da chi li dovrebbe rappresentare. Servirebbe, proprio perchè il momento è drammatico e mette a rischio la stessa sopravvivenza e credibilità del teatro, un gesto di coraggio da parte di tutti, magari con le dimissioni o lo scioglimento d’autorità di questo Cda che ha spaccato l’unità d’intenti che c’è sempre stata tra il Comune e i privati nel dare lustro al Ponchielli. Con i veleni non si va da nessuna parte. I curricula degli aspiranti sovrintendenti stanno arrivando (e alcuni pare siano davvero prestigiosi) alla società di cacciatori di teste incaricata della selezione; la scadenza per la presentazione delle candidature è il 30 giugno. Ma l’ultima parola spetterà al Consiglio d’Amministrazione. Lo stesso che ha scatenato la tempesta perfetta sul teatro. E’ il caso? (ms)

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Commenti
  • Houndubbio

    Sarebbe bello sapere cosa ha a che fare il titolo con l’articolo?

  • topo2020

    dove sono i nomi prestigiosi?

    • Abiff

      Aspetta e vedrai 😉

  • fabry20023

    Nell’articolo viene spiegato tutto tranne “le specifiche motivazioni”di questa crisi nella gestione del nostro teatro…Ma nella sostanza cosa c’è che non va ?

    • Abiff

      Non c’era nulla che non andava… il teatro aveva chiuso il 2019 con un avanzo di bilancio mentre altri teatri anche più grandi hanno chiuso con forte passivo, e il Regio di Torino addirittura è stato commissariato. Il Ponchielli veniva additato in altre città come esempio di buona amministrazione, un esempio da seguire.

      E’ proprio questo il punto.