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Museo del Violino, ecco il Violoncello Guarneri 1692 Sarà in città fino a dicembre

Da domani, mercoledì 22 luglio, fino a dicembre 2020 sarà possibile ammirare al Museo del Violino il violoncello Guarneri 1692. Lo strumento è realizzato da Giuseppe Guarneri, figlio di Andrea, citato anche in una etichetta originale posta all’interno dello strumento. E’ affidato al MdV dal Conservatorio di Musica ‘Giuseppe Verdi’ di Milano, nell’ambito di progetto di collaborazione tra le due Istituzioni.

Nei prossimi mesi, infatti si svilupperà un articolato programma con una conferenza ed un concerto a Milano con un violino Stradivari del Museo cremonese, mentre gli studenti del Conservatorio visiteranno le collezioni cremonesi e parteciperanno ad un workshop con il Maestro Conservatore del Museo, Fausto Cacciatori, sul setup e la corretta manutenzione degli strumenti. Previsti anche momenti di incontro con i Maestri liutai contemporanei. Nell’ambito del Distretto Culturale della Liuteria di Cremona il 26 ottobre sarà, infine, organizzato un workshop con studio ed esame diretto del violoncello.

Il Conservatorio di Musica G. Verdi di Milano è il primo e più grande Conservatorio d’Italia: 234 docenti, più di 1700 allievi per un totale di 100 corsi attivati ogni anno. Ciò fa del Conservatorio una delle principali istituzioni per lo studio della musica, affermata a livello nazionale e internazionale

Lo strumento opera di Giuseppe Guarneri filius Andreae viene descritto così da de’ Guarinoni: “Vernice rosso sangue di drago magnifica: fattura che prova la maestria dell’artefice sommo, forma maestosa; riccio bellissimo sebbene di vernice diversa”. Il legno di abete utilizzato per la tavola armonica è di buona qualità, il fondo e le fasce sono in legno di salice, specie molto diffusa nelle Pianura Padana, ma da considerarsi più povero come materiale, rispetto all’acero ben marezzato. La testa del violoncello non originale, ma opera del liutaio Ferdinando Garimberti, mentre l’esecuzione della sostituzione è ascrivibile al secondo quarto del ventesimo secolo. Lo strumento è stato restaurato a cura proprio del Conservatorio milanese nel 2004.

Il sindaco Gianluca Galimberti, anche presidente della Fondazione del MdV, commenta così la collaborazione con il conservatorio: “Noi cremonesi siamo Stradivari, siamo la nostra liuteria, la meraviglia di strumenti capolavori, la forza e il coraggio dei nostri liutai, artigiani e artisti, creatori di bellezza”- “Ed è grazie a questo impegno – prosegue Galimberti – che possiamo anche firmare accordi con istituzioni come i conservatori, un accordo importantissimo con il conservatorio di Milano e una relazione stretta e di futuro con il conservatorio di Cremona. Occorre scommettere tutti insieme su un elemento fondamentale: la conoscenza e il sapere”.

Il sindaco ha concluso: “Sappiamo, dopo questi mesi di lockdown, le difficoltà anche economiche. Stiamo cercando di aiutare in vari modi, ma favorire l’incontro tra liutai e musicisti e continuare con forza a costruire in città quel sistema unico che incrementa il patrimonio di sapere e conoscenza sono azioni concretissime, essenziali e strategiche. Continuiamo con forza a raccontare al mondo la grandezza della nostra città”.

Lorenzo Scaratti

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