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Nuova area commerciale su via
Castelleone: in origine dovevano
esserci giardini pensili

L'area su cui sorgerà la nuova media superficie di vendita in via Trattati di Roma (foto Sessa)

A 15 anni dall’approvazione del piano di lottizzazione il cantiere è ancora in sospeso, ma almeno sulla carta si chiude l’iter del comparto denominato “Corte Castelleone”, lungo il tratto urbano della via, proprio di fianco al nuovo Comet e parte la procedura per una nuova media superficie di vendita. La scorsa settimana la Giunta ha approvato l’Atto ricognitivo dello stato di attuazione del Piano datato 2005: in sostanza la mappatura di quanto è stato realizzato e quanto no. A questo punto la proprietà (l’Emiliana Marittima Spa) è in grado di presentare nuove richieste di permessi di costruire secondo le regole stabilite dal Pgt, che appunto consento l’edificazione di medie strutture di vendita in zone di ‘tessuto consolidato’.
15 anni fa, invece, l’idea era quella di realizzare una piazza ad uso pubblico con giardini pensili nell’area circondata da via Trattati di Roma, che si stacca a ferro di cavallo da via Castelleone.
La storia di questa lottizzazione la dice lunga su come cambia negli anni il mercato dell’edilizia. Nella convenzione urbanistica siglata nel 2006 tra proprietà e Comune, era prevista la cessione gratuita al soggetto pubblico della piazza interna, oltre che di verde e parcheggi (opere di urbanizzazione secondaria) in aggiunta alle opere di urbanizzazione primaria (via Trattati di Roma). Negli stessi anni venivano realizzate le 16 villette a schiera che corrono lungo la stessa via.
Nel 2011 le cose cambiano. La società chiede una variante al piano di lottizzazione, facendo richiesta di ritornare in possesso di una parte delle aree cedute gratuitamente all’ente locale. L’ufficio di Pianificazione urbanistica accoglie la richiesta e nel frattempo parte la variante del Pgt con modifiche anche al Piano dei Servizi, che in pratica stralcia quelle aree dalle zone di interesse pubblico, non ritenendole più strategiche per la propria politica dei servizi.
La richiesta di Variante al Piano di lottizzazione viene approvata nel 2015, con la concessione di una proroga di tre anni della convenzione in essere, quindi fino al 2018.
In questo modo, al posto della tipologia edilizia considerata in origine (quattro palazzine a destinazione prevalentemente residenziale su quattro piani fuori terra) la proprietà aveva la possibilità di realizzare tre unità consistenti in edifici mono-bifamigliari a due piani, un edificio plurifamigliare a tre piani e un edificio a destinazione commerciale su due piani per 910 metri quadrati, che avrebbe potuto ospitare negozi di vicinato.
A luglio del 2017 lo scenario cambia ancora. La crisi del mercato edilizio residenziale colpisce duro e la proprietà chiede al Comune un’ulteriore modifica al Piano, con variazione della destinazione d’uso e modifica dell’intera area commerciale per consentire la realizzazione di una media superficie di vendita (fino a 2500 mq). Una richiesta bocciata dalla Giunta Comunale, che ribadisce anche la scadenza del 2018 per la validità del Piano di lottizzazione. Passano i mesi e gli anni, nessuna opera viene più realizzata e il Piano con la relativa convenzione decadono. A questo punto, come da normativa edilizia, l’intera area viene assoggettata alle regole dell’attuale Pgt che, per il tessuto consolidato, prevedono estrema flessibilità nella destinazione d’uso. Via libera dunque alla realizzazione di una media superficie di vendita, il cui progetto preliminare è nel frattempo già stato presentato in Comune. g.b.

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Commenti
  • Abiff

    Per parafrasare Dostoevskij, e non a caso mi riferisco all’opera “L’Idiota”, i centri commerciali ci salveranno…

    • Jeppetto

      La “bellezza” dei centri commerciali e… dei cespugli sui marciapiedi 😉

  • Dmaster

    Se ne sentiva il bisogno di una nuova ” media distribuzione” e intanto il commercio in centro città muore.

  • Gianluca Franzoni

    Bene…continuiamo con il cemento e l’asfalto. Rendiamo invivibile la già precaria condizione ambientale padana. Che schifo. Galimberti svegliaaaaaaaa!!!!!!

    • Cristiano

      Ti dó pienamente ragione, ma il potere è in mano alla collettività. Non mettiamo piede in queste chiaramente inutili attività commerciali, andandoci non facciamo altro che assecondare queste scelte completamente fuori senso.

  • MENCIA

    centri commerciali o piste ciclabili a Cremona non si fa che questo

  • Roberto Regonelli

    Quel che manca a Cremona, è una base di lancio, per spedire il Sig. Galimberti e compagnia nello spazio!

  • Mirko

    Io sono allibito ma come sono giusti pazzesco,pazzesco fanno uno schifo che non si può descrivere….ma poi quelli che li hanno vatoti cosa avevano nella testa?

  • Acciaio Rapido

    I centri commerciali già esistenti stanno barcollando, le grandi catene non sono più disposte a pagare affitti da capogiro ma perché il loro modello di business non glielo permette più. Cosa c’è ne faremo di questi casermoni di cemento? Meglio fare centri ricreativi, aree verdi dove trascorrere il tempo, chi ha autorizzato questa cementificazione a mio parere ha sbagliato

    • Chicca

      Concordo pienamente ! È un Peccato che il comune non venga incontro al bisogno dei cittadini ! Cremona non offre niente per i bambini e gli anziani ! Caro sindaco svegliati e ascoltaci !!

  • Roberto Regonelli

    Costruire una base di lancio per spedire la giunta comunale e sindaco nello spazio, potrebbe essere una buona idea?

  • marcus

    Il verde pubblico ha un costo per l ente , le aree edificabili un profitto.Il problema è solo questo.

    • Abiff

      Anche l’assenza del verde ha un costo, pagato da tutti noi, ed è pure un problema.

      • Chicca

        👍

  • Telafó Giovanni

    Ma qualcuno di quelli che hanno commentato qua sotto ha letto l’articolo?

    • Giovanni

      ehm penso proprio di no