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Dpcm, Confcommercio:
'Una vergogna, attueremo
forme di protesta civile'

(foto Sessa)
Confcommercio si schiera apertamente contro il duvo Dpcm firmato nella notte dal presidente del Consiglio Giuseppe Conte che, tra i vari provvedimenti, prevede anche la chiusura delle attività di ristorazione alle 18.00. “Questo  DPCM – ha commentato il neopresidente cremonese dell’associazione Andrea Badioni – è uno degli ultimi chiodi sulla bara del commercio e del turismo. L’ennesimo provvedimento estemporaneo dettato dal panico di chi non ha saputo dare indicazioni e strategie certe. Una vergogna che l’Italia e gli Italiani non meritano”.
Badioni quindi prosegue: “Credo che sia stato toccato il punto più basso di incompetenza e incapacità di comprendere le conseguenze. Ovviamente per tutti noi la salute pubblica è prioritaria ma abbiamo già dato il nostro contributo col primo lockdown. Tante aziende non ci sono più e tante famiglie sono senza lavoro. Ma il sacrificio è stato inutile perché chi doveva agire adeguatamente non lo ha fatto. C’è stato tutto il tempo per riorganizzare la sanità e non è colpa delle nostre imprese se non è stato fatto. Credo che sia una vergogna”. “La misura – conclude – è colma. Come Confcommercio Cremona attueremo tutte le forme di protesta civile, legale e democratica che sarà in nostro potere organizzare. Intanto servono subito indennizzi proporzionati alle perdite subite, moratorie fiscali e interventi immediati e urgenti sull’occupazione”.
Paolo Regina, segretario generale cremonese, aggiunge: “Per tenere in piedi il sistema è fondamentale mettere un freno a quella che appare una vera e propria strategia del terrore, alimentata sia da chi ha compiti istituzionali di Governo sia da una informazione martellante e fuori controllo”. “Come sostiene – dice ancora Regina – anche il professor Palù, ex presidente della Società europea ed italiana di virologia, si tende mediaticamente a ingigantire ulteriormente un fenomeno, di per sé grave, falsando la percezione dei cittadini e senza per esempio fare mai comparazioni con le percentuali di letalità di questa e di altre patologie. Non a caso Palù parla di infodemia, anziché di pandemia”.
Il segretario generale poi evidenzia: “Il crollo dei consumi e il conseguente crollo dell’economia rischiano di provocare ripercussioni sociali e di ordine pubblico se non si fa subito marcia indietro su provvedimenti senza senso. I nostri pubblici esercizi rispettano alla lettera tutte le norme anticontagio e addossare a loro la colpa della diffusione del virus è ingiusto, quando ci sono trasporti pubblici iperaffollati e code in diverse situazioni di servizi. Non vorremmo che ci fosse una strategia del terrore per distrarre i cittadini dal giudizio su chi governa, mirata a concentrare tutta l’attenzione sul Covid e non su altri temi altrettanto gravi ma irrisolti. L’altra spiegazione, quella di totale incompetenza, sarebbe forse ancora più grave”.

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