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Malvezzi: 'Il Dpcm va cambiato, il governo rispetti chi lavora garantendo i controlli'

Il Decreto del presidente del Consiglio  in vigore da oggi va cambiato, inadeguato per conciliare le esigenze di tutela della salute e garantire la sopravvivenza delle imprese del terziario e in particolare dei pubblici esercizi per i quali il Dpcm ha imposto misure assai più restrittive di quanto stabilito pochi giorni prima dal governo regionale. E’ la posizione del consigliere di Forza Italia  Carlo Malvezzi, che questo pomeriggio ha partecipato alla manifestazione indetta di fronte alla Prefettura. “Ho portato loro la mia solidarietà – afferma Malvezzi –  e ho condiviso la loro protesta contro un provvedimento sbagliato e dannoso, assunto dal Presidente del Consiglio contro il parere di tutti i governatori di regione e delle rappresentanze delle imprese. “La chiusura alle 18 dei bar e dei ristoranti che nei mesi scorsi hanno investito indebitandosi per adeguare i propri locali alle misure anti COVID, deve essere cambiata senza ulteriori indugi perché rischia di far fallire centinaia di migliaia di imprese e di distruggere un intero settore dell’economia italiana. Le regole ci sono. Chi le rispetta deve avere il diritto di continuare a lavorare in sicurezza, chi non le rispetta deve essere sanzionato.
“Non esistono attività e imprese ‘sacrificabili’, ma storie imprenditoriali e persone che devono essere garantite dallo Stato”.
Già domani il centrodestra cremonese ha intenzione di proporre una serie di misure che potrebbero tenere insieme le esigenze di tutela della salute e delle imprese. Ma Malvezzi contesta anche la posizione del presidente del Consiglio comunale Paolo Carletti che sempre oggi ha inviato un messaggio di solidarietà ai manifestanti, auspicando che a livello regionale si arrivi a una differenziazione delle misure anti – contagio relative ai pubblici esercizi (Cremona non ha gli stessi problemi di Milano, in quanto ad affollamento di bar e ristoranti).

“Trovo sinceramente sconcertanti afferma il consigliere –  le dichiarazioni degli esponenti della maggioranza che governa il Comune di Cremona, nessuno dei quali presenti alla manifestazione, che auspicano oggi un intervento di Regione Lombardia per mettere le toppe agli strappi del Governo Conte. A volte è più dignitoso il silenzio”.

LA NOTA DI FONTANA – Anche il governatore Attilio Fontana nel pomeriggio si è espresso contro la rigidità delle misure del Dcpm del 24 ottobre che inaspriscono quanto previsto dall’ordinanza regionale 623 di due giorni prima. “Continuo a ritenerla seppur rigorosa, molto equilibrata nella ricerca di tutele per quegli imprenditori che avevano fatto ogni sforzo per rendere le proprie attività sicure e compatibili con le regole anti Covid. Per questo motivo ho rappresentato, sia nella sede della Conferenza delle Regioni, sia nel confronto con il Governo – prosegue il governatore – seri dubbi verso le chiusure di teatri e cinema, bar e ristoranti, palestre e piscine contenuti nel Dcpm del 24 ottobre. Mi sento, quindi, impegnato ora a pressare il Governo per rendere immediati i ristori per queste categorie annunciati domenica dal Presidente Conte. E mi sento anche impegnato, insieme alla mia Giunta a ricercare ogni modalità utile ad integrare quelle risorse. Non è il momento di fare polemiche né, tantomeno, di allentare la nostra determinazione nella lotta al virus. Oggi si tratta di fare scelte efficaci e comprensibili per i cittadini, in uno spirito di collaborazione istituzionale fra i diversi livelli di governo dei territori, abbandonando convenienze di parte”.  “L’unica bussola da seguire – conclude Attilio Fontana – deve essere quella della salute dei cittadini e della tenuta della vita economica e sociale delle nostre comunità. Ogni scelta che non tenesse conto di queste priorità potrà offrire magari un premio effimero sui media ma nessun reale vantaggio per i nostri concittadini”.

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