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'No alla chiusura dei
confini': la protesta dei
commercianti di Castelvetro

No alla chiusura dei confini. Si può riassumere con questa frase, scritta anche su uno dei numerosi cartelli retti da un nutrito numero di commercianti di Castelvetro Piacentino – circa una 50ina -, la posizione degli esercenti che operano giusto al di là del ponte di Po. Nel pomeriggio di oggi, domenica 8 novembre, a partire dalle ore 16.00, si sono infatti ritrovati  nei pressi del ponte che collega il paese con la città per protestare contro le misure introdotte in materia di contenimento del coronavirus che fa sì che Castelvetro si trovi in ‘zona gialla’ e la città in quella ‘rossa’, dove vige il divieto assoluto di spostamento e soprattutto quello di spostarsi in una zona classificata con un livello di rischio diverso.

Anche perché circa l’80% del fatturato delle attività del centro emiliano arriva da Cremona, per cui le ricadute di questo lockdown sul tessuto economico sono piuttosto pesanti. Una situazione simile si era già verificata la scorsa primavera. Ora la situazione fa sì che i negozi siano doppiamente penalizzati: possono infatti restare aperti, con i costi che questo comporta, ma rischiano di rimanere vuoti. Con la protesta odierna i negozianti chiedono soprattutto di poter avere aiuti concreti per supplire al grave danno che le loro attività subiranno con questa chiusura. L’iniziativa ha avuto l’appoggio di Confcommercio Piacenza e Confesercenti Cremona e ha visto la presenza anche del sindaco del paese Luca Quintavalla.

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