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I ristoratori tornano in piazza
lunedì 23: 'Celebriamo il
funerale delle nostre attività'

La manifestazione di qualche settimana fa (foto Sessa)

Nuova iniziativa del gruppo spontaneo di ristoratori cremonesi che già alcune settimane fa aveva messo in scena la protesta “delle pentole” davanti alla prefettura e organizzato poi il 3 novembre la manifestazione in piazza del Duomo (con distribuzione di vino e panini) che aveva visto unirsi anche rappresentanti del mondo dello spettacolo.

Per lunedì prossimo 23 novembre è prevista un’iniziativa ancora più eclatante per manifestare la grande preoccupazione di un vasto settore dell’economia costretto alla chiusura: si svolgerà in piazza del Comune a partire dalle 15,30, come deciso nell’assemblea di ieri del Comitato Spontaneo Esercenti della provincia. Tra gli organizzatori, anche stavolta c’è la storica trattoria Cerri di piazza Giovanni XXIII che dalla sua pagina Facebook annuncia la manifestazione e sintetizza le richieste.

“Torniamo a farci sentire per chiedere – si legge : la totale revisione delle norme attualmente presenti nelle cosiddette “zone rosse* e “zone arancioni”, riconoscendo la funzione essenziale delle nostre attività e permettendone quindi lo svolgimento, in osservanza delle attuali restrizioni e norme atte a prevenire il contagio dal virus Covid-19; in alternativa al comma precedente, che le attuali restrizioni presenti nelle cosiddette “zone rosse* e “zone arancioni” siano riconosciute come inefficaci, e pertanto rimodellate in modo da limitare ancora più sensibilmente gli spostamenti, al solo e unico scopo di velocizzare il processo di arresto della diffusione del contagio del virus Covid-19 e ritornare quanto prima alla normalità; la sospensione TOTALE di ogni adempimento fiscale e tributario, quali l’anticipo IRPEF del 30/11, la II e III rata della TARI, i contributi previdenziali trimestrali e ogni altra scadenza prevista, almeno fino a 90 giorni successivi alla riapertura delle nostre attività.

Invitiamo tutte le persone direttamente o indirettamente colpite da queste folli norme a partecipare per manifestare in maniera pacifica ma decisa il proprio disappunto”.

Secondo il comitato, “i numeri ufficiali attuali del presunto contagio, in linea con le settimane precedenti attestano, come da noi ampiamente preventivato, l’assoluta inutilità delle misure in vigore, che hanno chiuso arbitrariamente e senza motivo le nostre attività per due settimane”.  Gli esercenti ritengono evidente che “le nostre attività, oltre ad offrire un servizio alla collettività, non sono la causa del presunto proliferare della pandemia Covid-19” e che la zona rossa nella nostra provincia, “ci obbliga ancora per due settimane ad una folle e inconcludente chiusura forzata”.

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