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Pulizie in ospedale,
sciopero di 24 ore
proclamato dai Cobas

(foto di repertorio)

E’ stato proclamato dal Sindacato Intercategoriale Cobas uno stato di agitazione e sciopero dei lavoratori delle società N.S.I. Nigra Servizi Italia Società Cooperativa, Universal Service Azienda di Servizi S.r.l. e FABBRO LM S.p.A. operanti presso l’appalto Azienda Socio – Sanitaria Territoriale di Cremona per la giornata di sabato 19 dicembre quando verrà effettuata un’intera giornata di sciopero (24 ore).

Sono esclusi dall’agitazione i lavoratori “strettamente necessari alle prestazioni indispensabili per i servizi pubblici essenziali negli ambienti sanitari ed ospedalieri, secondo le modalità previste dalle norme contrattuali e di legge, previa trasmissione del piano dei servizi delle prestazioni indispensabili di 1regolamentazione del diritto di sciopero per i lavoratori addetti ai servizi di pulizia strumentali all’erogazione di servizi pubblici essenziali e valutato idoneo dalla Commissione di garanzia”, come spiegano dal sindacato.

Lo sciopero è stato indetto a seguito della cessazione dell’appalto della società Coopservice S.Coop.P.A. nella gestione del servizio di sanificazione e igiene ambientale Ospedale di Cremona e Oglio Po, con il subentro dal 1° dicembre di una associazione temporanea di imprese (R.T.I.), con le società N.S.I. Nigra Servizi Italia Società Cooperativa, Universal Service Azienda di Servizi S.r.l. e FABBRO LM S.p.A.

“Non riteniamo – spiegano in una nota dal sindacato – più procrastinabile la corretta applicazione del CCNL ivi applicato, nel pieno rispetto delle procedure previste nei cambi di appalto, per chi subentra, l’obbligo di assumere tutto il personale presente nel cantiere, così come previsto nel CCNL pulizia e servizi integrati/multiservizi e legge, che prevede che il rapporto di lavoro continui con le stesse condizioni contrattuali e normative applicate dalla società cedente”.

E’ stato “così instaurato uno ‘spezzatino’ di contratti di lavoro applicati e suddivisi in una ‘trinità societaria’, proponendo ricorso a processi di mobilità da posto di lavoro a posto di lavoro nell’ambito dell’attività dell’impresa ovvero a strumenti quali part-time, riduzione orario di lavoro (dal 30% prospettato si è passati ora al 20%), flessibilità delle giornate lavorative e dei turni di lavoro, mentre il committente ASST Cremona, in questa delicata fase, si guarda bene ad intervenire in modo risolutivo, in questo sistema di ulteriore precarizzazione del lavoro con tali appalti al ribasso”.

“I lavoratori – conclude la nota – sono esasperati da un sistema di sfruttamento e precarizzazione che sembra riportarci indietro nel tempo, quando il lavoro operaio era fatto di fatiche bestiali, bassi salari e condizioni disumane senza diritti e senza regole. I lavoratori che rappresentiamo, dopo aver accettato per anni ogni forma di sfruttamento, di riduzione dei diritti ad ogni cambio appalto, non vogliono farsi più intimorire”.

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