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Prime osservazioni al Pums
Legambiente: osare di più su
bus pubblici e limitazioni auto

Non lesina critiche e suggerimenti il documento inviato dal circolo Vedoverde di Legambiente al Comune, come osservazione al Pums, Piano urbano per la Mobilità sostenibile, adottato dalla Giunta comunale nel lontano aprile 2019 e pubblicato per le osservazioni soltanto lo  scorso ottobre. Giovedi 17 dicembre è l’ultimo giorno utile per cittadini e portatori di interesse per proporre modifiche al piano che si proponeva obiettivi ambiziosi sul fronte della mobilità cittadina, arrivando ad ipotizzare entro il 2030, la riduzione della mobilità privata dal 53% al 30%, ad aumentare quella ciclabile dal 20% al 30%, quella pedonale dal 22% al 30% e il trasporto pubblico dal 5% al 10%.

Dunque si torna a parlare di questo strumento programmatorio, rimasto a lungo nel dimenticatoio dell’agenda politica, ma la cui approvazione sarà utile per agganciare molti possibili finanziamenti. La premessa di Legambiente è che “nel Piano non emerge chiaramente quali azioni siano intraprese concretamente per iniziare una vera inversione di tendenza rispetto alla situazione attuale. Emerge il ritardo nell’adottare uno strumento fondamentale per governare il territorio e che appare nei documenti redatti che si riferiscono a un quadro temporale già trascorso”. Infatti, si legge poco oltre, “il Piano è stato redatto prima dell’emergenza Covid-19 e non è aggiornato con le soluzioni di smart working, DAD, nuove modalità di circolazione determinate da una fase di profonda ricomposizione per poter garantire sicurezza e distanziamento fisico tra persone: bisogna avere il coraggio di modellare una nuova configurazione urbanistica per scongiurare una modalità individuale del trasporto a scapito di quello collettivo”.

All’interno del documento, non vengono previste azioni che sarebbero necessarie in una città dove i livelli di polveri di sottili sono ampiamente fuori norma, ad esempio il blocco del traffico veicolare nei parcheggi esterni esistenti per far proseguire l’utenza nell’area urbana creando un interscambio con il trasporto pubblico.

L’incremento del trasporto pubblico locale al 10% è considerato “davvero minimale”, mentre sul fronte delle infrastrutture viene chiesta la cancellazione della previsione della  ‘gronda nord’, strada di collegamento che partendo grosso modo dal peduncolo arriverebbe al casello di San Felice e che servirebbe a sgravare la tangenziale cittadina dal traffico. Un’opera che costituirebbe “un danno enorme per l’agricoltura e per l’ambiente. Di certo non sostenibile e contraria all’obiettivo del PUMS di ridurre il consumo di suolo per infrastrutture e mobilità”. Quello che invece viene auspicato è la realizzazione di un nuovo ponte per attraversare il Po, come prosecuzione della ‘tangenzialina’ del Bosco, parallelo e a poca distanza dal ponte autostradale.

Per quanto riguarda il centro cittadino, le Ztl dovrebbero diventare attive 24 ore su 24 ed estendersi molto più di quanto prevede il Piano: in corso Vittorio Emanuele, corso Matteotti, Corso Garibaldi, corso XX Settembre, “attualmente oberate e svilite da insulse aree di parcheggio e da traffico spesso solo di attraversamento a danno della stessa pedonalità”. Andrebbe aumentata la ciclabilità, anche a scapito dei parcheggi a raso: eliminando ad esempio, propone Legambiente, gli stalli in corso Matteotti e corso Pietro Vacchelli, eliminarli su un lato in  Corso XX Settembre e via Platina. Inoltre: “ridisegnare via Palestro a misura di strada scolastica;  dotare gli autobus provenienti dall’hinterland della possibilità di trasportare cicli e monopattini”.  Attorno alle scuole bisognerebbe creare isole ciclo pedonali negli orari i entrata ed uscita. Incentivare la ciclabilità significa diminuire l’utilizzo di auto: quindi occorre ridurre le aree a parcheggio libero poste nei pressi dell’area “monumentale, di interesse paesaggistico e ambientale, in luoghi che risentono maggiormente della sosta prolungata che toglie spazi alla vita quotidiana; revisione dello storico viale Po, ridotto a uno spazio di sosta insostenibile e non regolamentata, pericolosa per chi percorre la pista ciclabile e la corsia pedonale e sicuramente non a norma di sicurezza per lo spazio di manovra delle auto”.

Apprezzate invece alcune delle novità introdotte del Pums, come la previsione di un polo per la distribuzione delle merci che consenta la rottura di carico dei pressi del casello dell’A21, idea che “ci pare assolutamente corretta e necessaria, anzi siamo già in ritardo”; e la volonta di potenziare il “trasporto pubblico, della mobilità dolce e di quella condivisa, senza tralasciare gli importanti aspetti della sicurezza della circolazione e mobilità. Condividiamo ciò che recita il PUMS, sottolineando che se si vuole rafforzare il trasporto pubblico è necessaria una buona regolarità del servizio nei giorni lavorativi e festivi, ottenuta anche con percorsi protetti per i mezzi pubblici che rendano il servizio più puntuale ed efficiente”.

Giuliana Biagi

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