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Rifiuti: un anno per studiare
la tariffa puntuale. Via al
nuovo regime nel 2022

Il Comune di Cremona intende applicare la tariffa puntuale sui rifiuti a partire dal 1 gennaio 2022 e per questo ha affidato alla società Ars Ambiente di Gallarate un incarico per lo studio e la progettazione del nuovo sistema di misurazione dei rifiuti prodotti.

Dopo vari tentativi di arrivare alla tariffa puntale negli scorsi anni, dunque ora sembra arrivato il momento buono per consentire ai cremonesi di pagare in base a quanti rifiuti  indifferenziati ancora producono.

L’incarico decorre dal primo gennaio e tutto il 2021 sarà destinato allo studio della nuova tariffazione: in particolare il consulente, dopo aver acquisito la documentazione minima per l’avvio della tariffa puntuale, dovrà individuare le componenti tecnologiche necessarie per la rilevazione delle quantità conferite attraverso una disamina delle più diffuse tecniche di codifica e misurazione; e confrontarsi con il gestore del servizio per impostare un modello tariffario tenendo conto dell’organizzazione della raccolta.

Saranno necessarie simulazioni degli effetti del nuovo sistema, oltre ad una campagna informativa ad hoc.
Una volta realizzato il sistema di misurazione puntuale dei rifiuti, si passerà all’applicazione di una tariffa puntuale, che sarà obbligatoriamente applicata e riscossa dal gestore affidatario del servizio.

Cambia quindi
radicalmente il sistema di riscossione essendo questo attualmente in capo agli uffici comunali. Importante quindi che il nuovo sistema si svolga in modo omogeneo su un’annualità completa.

L’incarico alla società specializzata, che ha già collaborato con il Comune nel progetto Urban Wings, ha un costo di 24mila euro per un anno di attività. Naturalmente l’esecuzione ed il rispetto dei tempi  sono fortemente condizionati dalla situazione sanitaria del Covid-19, che potrebbe determinare ritardi nell’esecuzione delle attività specie per quelle che prevedono un coinvolgimento dell’utenza. Nel corso degli stati di avanzamento del progetto saranno esaminate le eventuali criticità emergenti e definite le opportune revisioni del piano.

Intanto sono stati pubblicati gli ultimi dati di Arpa Lombardia, riferiti al 2019, in merito alla raccolta rifiuti. A livello provinciale la produzione è aumentata dell’1,3% rispetto all’anno prima, raggiungendo le 172.821 tonnellate annue, ossia 482,3 kg per abitante all’anno.

La quota di differenziata è ormai di gran lunga superiore a quella dell’indifferenziato: 135.529 t (il 78,4%) contro 37.292. L’incremento di differenziata rispetto all’anno precedente è minimo, solo lo 0,3%. Il rifiuto organico costituisce il quantitativo maggiore all’interno dei vari materiali: 26.991,59 t, di poco sopra il verde che pesa per 24.665,15 t l’anno.

Seguono carta e cartone con 21.867 t; la plastica con 10.037 t; gli ingombranti a recupero, 9.839 ton. Poco meno di 150 mila t sono state avviate a recupero di energia (termovalorizzatore), +1,4 percento.

La provincia è molto indietro, anche a causa della stasi determinata dal Covid, in quanto a introduzione della tariffazione puntuale ai fini della Tari: solo tre comuni applicano la tariffazione corrispettiva e solo uno quella puntuale per un totale di poco più di 25mila abitanti (corrispettiva e puntuale sono due diverse modalità di calcolo della tariffa, basate comunque sul concetto di pagare meno quanto più si differenzia).

Nel capoluogo nel 2019 la produzione di rifiuti è scesa del 3,2%, per 506 kg pro capite; e sono diminuite di un punto percentuale sia la differenziata sia il recupero materia + energia.

A Crema aumentata la produzione del 3,3% e diminuiti come a Cremona la differenziata e il recupero energetico. Stesse dinamiche più o meno accentuate anche negli altri maggiori centri provinciali: a Castelleone il totale dei rifiuti prodotti è aumentato addirittura dell’ 8,7% con contestuale diminuzione sia della differenziata (- 1,7%), sia del recupero (-0.8%). A Soresina cresciuti del 2,2% i rifiuti prodotti e diminuita la quota di recupero materia / energia, ma aumentata del 3,2% la raccolta differenziata.

A Casalmaggiore invece è aumentata la produzione complessiva di rifiuti (1,1%), ma è cresciuta di ben il 15% la quota di rifiuti recuperati come materia o energia.

Giuliana Biagi

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