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Il siero 'cremonese'
contro il Covid arriva
negli ospedali francesi

Il trattamento XAV-19 è sviluppato a partire dai maiali clonati da Avantea ed è stata autorizzata l'espansione della sperimentazione a 400 pazienti dislocati in oltre 40 centri ospedalieri d'Oltralpe

E’ iniziata la fase 2b del test clinico Polycor del XAV-19, il trattamento anti-Covid sviluppato dalla società francese Xenothera in collaborazione con l’ospedale universitario di Nantes.

Si tratta di un trattamento a base di anticorpi policlonali, iniettati direttamente in endovena, a partire dai maiali clonati dalla ditta cremonese Avantea. Tra i soci fondatori di Xenothera, infatti, c’è anche la società del professor Cesare Galli che ha sede in via Porcellasco.

L’azione di XAV-19 è destinata a pazienti all’inizio del ricovero con polmonite moderata indotta da COVID-19: ha lo scopo di fermare l’aggravarsi della malattia e in particolare di evitare il passaggio in terapia intensiva.

Come detto, Avantea si occupa di clonare i maiali e immunizzarli con le proteine di superificie (le ‘spike’) per poi produrre il siero. Suini che si trovano attualmente in Belgio anche per via delle difficoltà ad ampliare il sito cremonese.

L’Agence nationale de sécurité du médicament, di fatto l’equivalente francese dell’italiana Agenzia del farmaco, ha dato il via libera negli ultimi giorni del 2020 per estendere la sperimentazione a 400 pazienti distribuiti in oltre 40 centri ospedalieri francesi.

La fase antecedente, ha visto invece la sperimentazione su una ventina di pazienti (18, ndr) ha dimostrato “l’innocuità di XAV-19”, come sottolinea Xenothera.

La società francese “prevede di avviare una sperimentazione europea, denominata EUROXAV, in diversi paesi europei nelle prossime settimane”, anche se non sono stati forniti ulteriori dettagli per cui non è chiaro se sarà coinvolta anche l’Italia.

Mauro Taino

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