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'Piano energetico: politica
commissariata da aziende
private? Galimberti chiarisca'

da Marco Degli Angeli, consigliere regionale M5s

“Cremona punta di diamante delle biomasse” con la benedizione del sindaco Galimberti? Spero che l’AD Renato Mazzoncini e il sindaco Galimberti, prima di fare questi annunci, abbiamo letto i dati ATS sullo stato di salute dei Cremonesi ed i nuovi report che vedono la nostra provincia soffocare per i livelli di smog, con valori di pm10 e pm2.5 alle stelle, e le 400 morti nel 2018 causate dall’inquinamento.

Quando si parla di “energia verde” si gioca con le parole: la provincia di Cremona sarà la nuova frontiera dell’incenerimento, questa la verità, altro che termovalorizzazione, economia green e circolare.

Vorrei capire come è stato costituito e chi ha fatto parte dello steering committee che ha deciso il destino della nostra provincia. Ormai i sindaci e la politica non servono più a nulla, ma si delega la pianificazione territoriale ai gruppi industriali, che ovviamente rispondono ai propri interessi economici e non alla cittadinanza, se non solo in maniera di facciata.

Chi sono i referenti chiave che hanno programmato e ipotecato il nostro futuro senza coinvolgere il territorio, i consigli comunali democraticamente eletti, i cittadini e le associazioni? Quali garanzie sono state date in termini di saldo delle emissioni? Qui si fanno politiche aziendali senza interpellare nessuno e si presenta il prodotto quando è già confezionato. I sindaci ed i consigli comunali hanno ancora un ruolo o sono stati commissariati dalle aziende?

Sibillina è anche la posizione del sindaco Bonaldi che sulla vicenda del termovalorizzatore cremonese, che rimarrà in attività per altri nove o dieci anni, si limita a dichiarare che: “Si tratta di una scelta di natura industriale”. Tradotto, noi sindaci, abbiamo delegato ad altri le strategie energetiche e di tutela della salute e dell’ ambiente. È gravissimo e lascia sconcertati.

Perché nessuno parla dei ritardi dello studio epidemiologico e del preoccupante stato di salute dei nostri cittadini?perché non se ne chiede l’estensione anche per il cremasco e il casalasco? Questi elementi e gli impatti emissivi cumulativi sono stati considerati?

Prima di prendere delle decisioni o avallare un piano di “sviluppo”, i sindaci, che dovrebbero ricordarsi di essere i primi garanti della salute dei cittadini, dovrebbero richiedere il completamento dello studio epidemiologico e su questo mettere dei paletti e definire le linee guida.

Nella nostra provincia, prima di accendere un cerino in più, sarebbe meglio aver ben chiara la situazione epidemiologica, sanitaria e ambientale. Quello che è certo è che l’inceneritore avrà ancora lunga vita e che fanghi e i rifiuti da stoccare e bruciare nelle centinaia di impianti a biomasse e di trattamento delle acque diventeranno, per qualcuno, il nuovo oro, ma a quale prezzo per i cittadini? Rischiamo di diventare la pattumiera d’Italia? Ad oggi abbiamo grandi titoli, grandi annunci, parole accattivanti e strategie note solo ai 30 che hanno partecipato al tavolo.

Ora Galimberti chiarisca la sua posizione: o ha avallato queste scelte oppure non è stato neanche preso in considerazione, ed ha avuto solo un ruolo di notaio a giochi già chiusi. L’unica cosa certa è che i Cremonesi ed il Consiglio Comunale che li rappresenta democraticamente sono stati tagliati fuori da questo percorso e tenuti all’oscuro di queste decisioni che avranno un impatto duraturo sul nostro territorio.

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