Cronaca
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Polizia di Stato e Soroptimist Inaugurata 'Una stanza tutta per sé' per vittime di violenze

Come già annunciato lo scorso 16 gennaio negli uffici della Questura, questa mattina, presso la caserma Marconi di via Massarotti che ospita la polizia stradale, è stata inaugurata “Una stanza tutta per sé”, progetto sottoscritto a livello nazionale tra il capo della polizia Franco Gabrielli e la presidente del Soroptimist International Mariolina Coppola.

“Una stanza tutta per sé” è una sala per le audizioni protette e ha lo scopo di sostenere la donna nel delicato e incisivo momento della denuncia di violenze e abusi alle forze dell’ordine e nel percorso verso il rispetto e la dignità della sua persona.

L’aula per l’audizione della donna che denuncia atti persecutori, maltrattamenti, stalking e ogni altro atto violento è un ambiente protetto e dedicato che tende a un approccio meno traumatico con gli investigatori e a trasmettere una sensazione di accoglienza della persona e attenzione per le sofferenze subite.

Il progetto comprende, inoltre, un impegno articolato sulle problematiche dell’incentivo alla denuncia e si occupa di predisporre mezzi utili ad avvicinare il maggior numero possibile di vittime al fine di far conoscere l’esistenza e la localizzazione sul territorio delle “stanze tutte per sé” presenti in tutta l’Italia.

“Questo sarà un luogo accogliente, luminoso, nel quale, se ci sarà la necessità, e speriamo di no, si potrà parlare in modo aperto per poterci raccontare e per permetterci di intervenire”, ha detto il questore Carla Melloni, presente all’inaugurazione insieme alla presidente del Soroptimist di Cremona Monica Poli, al vice questore vicario Corrado Mattana, al primo dirigente della Questura Adele Belluso, al comandante della stradale Federica Deledda, alla dirigente della Prefettura Roberta Verrusio e all’architetto Elisabetta Bondioni, vice presidente del Soroptimist di Cremona. “Ringrazio tutto il personale”, ha aggiunto il questore, “che si è speso e che ha lavorato per permetterci di portare a termine questo progetto”.

“Non è un ufficio di polizia”, ha spiegato a sua volta l’avvocato Monica Poli. “E’ un luogo familiare, ovattato. Non dimentichiamo che chi vive una situazione di fragilità teme la divisa perchè è spaventato, teme di denunciare, e questo porta la vittima a rinchiudersi. Invece non deve rimanere isolata, deve raccontare per farci avere tutti gli strumenti per poterla aiutare”. La presidente Poli ha poi ricordato la stretta e generosa rete di sinergia che si è creata per riuscire a realizzare il progetto, che potrà ospitare anche minori: “Ringrazio la Italsinergie per gli impianti di videoregistrazione all’avanguardia, gli artigiani, e tutti coloro che hanno lavorato per darci la possibilità di essere qui oggi”.

E infine un augurio del questore: “Speriamo che il Covid ci dia spazio, perchè vorremmo riprendere ad organizzare nelle piazze i nostri gazebo informativi contro le violenze e incontri in tutta la provincia”.

Sara Pizzorni

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