Cronaca
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Genitori al lavoro e bimbi piccoli a casa da scuola, sale la protesta

La protesta di alcuni genitori questa mattina davanti alla Bianca Maria Visconti

La chiusura delle scuole soprattutto nella fascia d’età dei più piccoli – infanzia e primi anni delle elementari –  fa ripiombare decine di famiglie cremonesi nell’incubo di dove lasciare i figli quando si è al lavoro. Questa mattina davanti a diverse scuole primarie ci sono state iniziative spontanee di genitori: alla Stradivari di via S. Bernardo e  alla Bianca Maria Visconti di via Giuseppina. Nel primo caso viene annunciata una manifestazione per domani, primo giorno di DAD per tutti, a partire dalle 9.

Non protestano, ma vivono la situazione con una sorta di rassegnazione, i genitori della primaria del Boschetto. “Questa mattina – afferma Luigi Armillotta, rappresentante dei genitori in una seconda – c’era più che altro la preoccupazione di dover rivivere quanto già sperimentato lo scorso anno con il lockdown. Con la differenza che allora era un lockdown generalizzato mentre oggi, con quasi tutti i genitori che lavorano, la gestione dei bambini piccoli è molto più complicata. Molti genitori, me compreso, sono in smart working, ma questo non significa che ci si possa occupare di loro, tutt’altro. E ricorrere ai nonni, a mio parere, non è opportuno, proprio per evitare contagi. Il pensiero di molti genitori va anche alle maestre, molte delle quali vivono il doppio ruolo di genitori e insegnanti”.

E c’è anche chi suggerisce alle istituzioni un’altra strada: “E’ opinione di molti che, invece di una chiusura generalizzata fino al 10 marzo, con il timore che poi si prolunghi molto di più, si sarebbe dovuto fare uno screening su tutti i bambini, tenendo chiusa la scuola il tempo necessario, per poi isolare solo chi risultasse positivo”. Operazione che appare però impossibile da praticare con una struttura sanitaria alle prese con centinaia di tamponi al giorno e l’impossibilità ormai conclamata di eseguire il tracciamento.

Giuliana Biagi

QUI il videoservizio di Giovanni Rossi

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