Cronaca
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Luoghi del cuore Fai Occasione persa per S.Lucia Il rammarico della Diocesi

Il patrimonio artistico e culturale presente sul territorio diocesano cremonese è grande, ma per tutelare questa ricchezza storica serve l’impegno di tutti. Questa la sintesi di don Gianluca Gaiardi, responsabile dell’Ufficio diocesano dei beni culturali ecclesiastici, dopo la pubblicazione della classifica della decima edizione del censimento “I Luoghi del Cuore” del FAI (Fondo Ambiente Italiano).

Dei due luoghi legati alla diocesi, solo l’Oratorio della Beata Vergine di Calvenzano (nella Bergamasca) è entrato in classifica e dunque potrà accedere alla seconda fase del concorso. La chiesa di Santa Lucia, piccolo gioiello nel cuore di Cremona, invece non ce l’ha fatta.

«Sono un po’ rammaricato – dice don Gaiardi – perché avevamo lanciato queste due chiese nella speranza di poterle restituire alla loro bellezza originaria. La chiesa di Santa Lucia è inserita nella realtà cittadina cremonese, è dedicata a una santa molto amata nelle nostre zone e che festeggiamo ogni 13 dicembre, quindi ci si aspettava una risposta maggiore da parte della cittadinanza.

Del resto è già da diverso tempo oggetto di restauri: ci sono stati lavori per il rifacimento del tetto e degli stucchi, ma rimane inagibile a causa dei crolli del soffitto. In questi anni sia i parroci che si sono avvicendati alla sua guida – don Stefano Moruzzi prima e don Antonio Bandirali oggi – si sono dati molto da fare nei restauri, aiutati anche dall’Ufficio diocesano dei beni culturali. Anche i parrocchiani si erano spesi perché potesse tornare a essere un luogo del cuore per la città di Cremona. Ma la risposta al contest non ha dato i risultati sperati, forse un po’ per il disinteresse dei cittadini cremonesi».

La piccola chiesa, una delle più antiche di Cremona, databile tra XII e XIII secolo, con affreschi quattrocenteschi del Bembo e impreziosita da statue lignee di Giacomo Bertesi, ha ottenuto infatti solo 535 voti a fronte degli oltre 2.400 di quella di Calvenzano.

«Sicuramente il grande risultato ottenuto dal piccolo Santuario della Madonna dei Campi (così viene chiamato comunemente l’Oratorio della Beata Vergine Assunta di Calvenzano) è dovuto anche all’attaccamento della gente a quel luogo ed è un segno bellissimo. Speravamo che fosse così anche per la chiesa di Santa Lucia, che abbiamo promosso in tanti modi con le Giornate Fai di autunno, con CrArt, con la Diocesi. Poco male, vorrà dire che dobbiamo prendere esempio da chi dà il buon esempio».

I lavori di restauro, intanto, proseguono. «La parrocchia si sta impegnando al massimo e tra non molto saranno terminati i lavori per quanto riguarda la volta della navata centrale, presbiterio e abside. Sta investendo anche per un nuovo impianto di illuminazione. E poiché c’è la possibilità di aderire anche il prossimo anno all’iniziativa Fai, torneremo a rilanciare ancora la chiesa di Santa Lucia sperando che possa ottenere un risultato migliore».

La Diocesi intanto spera che la chiesetta di Calvenzano possa superare bene la seconda fase, quella di presentazione del progetto di restauro che, nello specifico, riguarderà il rifacimento dell’impianto di illuminazione.

Questa piccola costruzione in cotto, conosciuta anche come chiesa degli alpini perché grazie a loro venne parzialmente restaurata negli anni Ottanta, consta di una facciata risalente al XVI secolo mentre il campanile è di epoca precedente. L’interno è caratterizzato da una sola navata con due campate e presbiterio coperti da volte a crociera: le pareti e le volte sono completamente rivestite da affreschi del 1600 di Tommaso Piomboli, un artista cremasco.

«Salvare questi luoghi significa salvare la memoria di un’intera comunità, per questo ci adoperiamo perché possano tornare a splendere», chiosa don Gaiardi.

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