Cronaca
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'Interruzione pubblico servizio' Denuncia del Codacons dopo il caos all'hub vaccinale

Dopo il caos nell’hub vaccinale di CremonaFiere verificatosi nell’ultimo weekeend, il Codacons ha presentato una serie di denunce per il caos delle vaccinazioni in Lombardia. Sul caso della piattaforma Aria l’associazione dei consumatori presenta oggi un esposto alle Procure della Repubblica di Milano, Cremona, Como, Monza e Varese, alla Corte dei Conti della Lombardia e all’Autorità Nazionale Anticorruzione. I disguidi registrati a Cremona, infatti, non sono stati isolati.

“Un dato di fatto ormai acclarato è che il sistema Aria non sta funzionando come dovrebbe. I disagi sono evidenti e se si continuasse in questa direzione il pericolo potrebbe essere quello di portare l’intero sistema delle prenotazioni al collasso”, scrive il Codacons nell’esposto.

“Per mettere a punto il ‘metodo Aria’ sono stati utilizzati soldi pubblici, che quindi risulterebbero di fatto sprecati. Proprio sotto tale ultimo aspetto non può non evidenziarsi che le sulle circostanze emerse potrebbero ravvisarsi profili di rilevanza penale in merito, in particolar modo, la fattispecie di reato prevista e punita dall’articolo 331 codice penale ‘Interruzione d’un servizio pubblico o di pubblica necessità'”.

Inoltre per l’associazione “l’impossibilità per gli operatori sanitari di somministrare il vaccino lede il diritto alla salute della collettività che subirà le conseguenze negative di un rallentamento nel piano vaccinale ben delineato nelle sue fasi e nelle sue tempistiche”.

Tali condotte, “se verificate, potrebbero quindi costituire ipotesi penalmente rilevanti e in particolare quella di interruzione di pubblico servizio nonché responsabilità erariali stante l’ingente investimento pubblico destinato per tale procedura rivelatosi poi fallace e la presunta decisione di abbandonare tale sistema con conseguente spreco di risorse pubbliche”.

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