Cronaca
Commenta

Abuso d'ufficio, chiesto il rinvio
a giudizio per Angela Cauzzi

Per l’ex sovrintendente del teatro Ponchielli Angela Cauzzi, 70 anni, la procura della Repubblica di Cremona ha chiesto il rinvio a giudizio con l’accusa di abuso d’ufficio in relazione alla violazione della disciplina relativa ai contratti pubblici di fornitura soprasoglia. I fatti contestati vanno dal 2016 al 2020.

L’accusa per l’ex direttore del teatro, incarico che ha lasciato a fine anno dopo più di trent’anni, è quella di aver favorito il fratello, titolare della ditta “Proservice”, per alcuni contratti di prestazioni di fonico e noleggio di materiale cosiddetti soprasoglia (sopra i 40mila euro nel 2019), senza gara d’appalto e comunque non osservando le discipline previste per l’affidamento diretto dei contratti soprasoglia.

La Cauzzi non si sarebbe astenuta nell’assegnazione dei lavori, pur in una situazione di conflitto d’interessi, in favore della ditta individuale del fratello, facendogli ottenere vantaggi patrimoniali, così come avrebbe fatto per la ditta individuale “Testa consulenti e creativi”.

In particolare, la Cauzzi, delegata dal Cda della “Fondazione Teatro Ponchielli” anche a concludere contratti per prestazioni artistiche, tecniche, assicurative e di servizi vari relativi all’attività della Fondazione, avrebbe procurato alla ditta individuale “Proservice” del fratello Alberto, un “ingiusto vantaggio patrimoniale, consistito nell’affidare di fatto alla ditta del fratello la fornitura dell’attività di fonico per la Fondazione in assenza di una qualsiasi procedura ad evidenza pubblica, e conseguentemente di un contratto, e dunque nell’autorizzare in favore del fratello le spese per le forniture di servizi resi”, quantificate in 234.805,44 euro dal 2016 al 2020.

Secondo la procura, la Cauzzi avrebbe intenzionalmente procurato un ingiusto vantaggio patrimoniale anche alla ditta “Testa consulenti e creativi”, affidandole di fatto la fornitura di attività di progettazione grafica per la Fondazione, anche in questo caso “in assenza di una qualsiasi procedura ad evidenza pubblica, e conseguentemente di un contratto, e dunque nell’autorizzare in favore della ditta le spese per le forniture di servizi resi”, quantificate, sempre tra il 2016 e il 2020, in 184.811,33 euro.

Angela Cauzzi è difesa dall’avvocato Isabella Cantalupo. “Siamo assolutamente serene”, si è limitato a dire il legale, “valuteremo il da farsi con assoluta tranquillità. Angela non ha nulla da rimproverarsi”.

Sara Pizzorni

© Riproduzione riservata
Commenti