Cronaca
Commenta

Maleo, il giorno dopo: sporcizia
e rifiuti. Nove i ragazzi identificati

Le tracce del rave party che ha funestato la notte tra sabato e domenica a Maleo sono ancora ben visibili nella zona dell’ex cava abbandonata, a cui si accede dalla cava Geroletta. Un’area molto isolata, non distante dalla centrale elettrica, per raggiungerla occorre percorrere almeno un km di strada sterrata e polverosa, circostanza da cui si può desumere che tra gli organizzatori vi fossero anche persone di Maleo. Sul fronte delle indagini, tuttora in corso e coordinate dal Comando di Compagnia dei Carabinieri di Codogno, sono nove le persone identificate, tutte tra i 20 e i 30 anni e provenienti da varie province del nord Italia.

Il grosso dei rifiuti questa mattina era già stato messo nei sacchi della spazzatura da parte della Polizia Locale e degli addetti della nettezza urbana di Maleo, ma restano ancora molte le tracce del passaggio dei 700 ragazzi di varia provenienza arrivati alla spicciolata alla ricerca di una notte di bagordi.  Pezzi di carta, filtri, uno zaino con dentro una chiave, forse abbandonato tra i fumi dell’alcol, tracce di assunzione di droghe, bottigliette di plastica, di vetro, coperte per passare la notte, escrementi: sono solo alcuni dei residui sparsi qua e là a metà mattina. 

Come ha spiegato il vicesindaco del comune lodigiano a due passi da Pizzighettone Alessandro Canevari, ieri nel primo pomeriggio c’è stato un deflusso regolare dei partecipanti senza particolari danneggiamenti negli spazi pubblici del paese.  “Spiace – afferma –  che il nostro territorio balzi agli onori delle cronache ancora una volta in modo negativo. Dopo quello che la nostra zona zona ha già subito lo scorso anno, questo fatto denota da parte degli organizzatori una grossa irresponsabilità. A pagare ancora una volta è la nostra comunità”. Maleo è stato uno dei primi comuni ad entrare in zona rossa, con tanto di cordone militare al confine con la provincia di Cremona, a marzo 2020.

E oggi sempre qui, peraltro, sono 11 i casi noti di contagio da variante Delta,  riconducibili a due nuclei famigliari: la presenza al rave di 700 ragazzi no mask provenienti da diverse zone del nord Italia e anche dalla Francia, non può lasciare tranquilli sul fronte della diffusione del contagio. 

“Non sappiamo se tra i partecipanti vi fossero ragazzi del territorio e mi auguro che non ve ne fossero: sarebbero complici di questo azzardato e malaugurato rave”, conclude amaramente il sindaco.

Simone Arrighi – Giuliana Biagi 

 

 

 

© Riproduzione riservata
Commenti