Cronaca
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Carletti sul canile: "L'accesso non
è tra i diritti del consigliere Nolli"

Si ingarbuglia anche dal punto di vista politico la vicenda del canile, dopo il sabato caotico nel quale è intervenuta anche la Polizia Locale in merito alla mancata restituzine di due cani. Il consigliere comunale del Movimento 5 Stelle, Luca Nolli nei giorni scorsi aveva presentato un’interrogazione sulla vicenda, non è riuscito ad accedere alla struttura di via Casello: “Non riceviamo senza appuntamento”, si è sentito rispondere.

Sul tema c’è ora il charimento del presidente del consiglio comunale Paolo Carletti: “Dopo aver letto che il consigliere comunale del Movimento 5 Stelle Luca Nolli si è lamentato di non avere avuto libero accesso al canile nonostante il suo ruolo istituzionale, dichiarando, cito testualmente, ‘E’ un canile comunale, gestito da un’associazione, non si può impedire a un consigliere comunale di entrare’, ritengo necessario fare al riguardo alcune precisazioni.

I consiglieri comunali non hanno alcun potere ispettivo e pertanto non hanno diritto di accesso agli uffici o alle strutture comunali secondo i propri umori. Il potere di controllo che spetta ai consiglieri è più raffinato e si sostanzia nel controllo degli atti dell’Amministrazione, emanazione questi, dell’Ente stesso.

“Il diritto di accesso dei consiglieri infatti, come garantito dal Testo Unico degli Enti Locali, non è una norma da Codice della strada e non permette loro di accedere a qualsiasi struttura comunale quando lo vogliono, ma si sostanzia nel più ampio diritto di accesso agli atti, alle informazioni, alle pratiche degli uffici, non certo agli uffici stessi.

I consiglieri comunali non sono infatti agenti di pubblica sicurezza e spiace che qualcuno di loro confonda le proprie competenze: l’ordinamento prevede infatti per i consiglieri comunali un ruolo differente e, a parere di chi scrive, ben più alto, sempre che lo si intenda svolgere secondo il dettato normativo.

Quel che invece mi pare del tutto sconveniente, questo sì, è che un consigliere comunale pretenda di far valere il proprio ruolo istituzionale a favore di una parte, in una vicenda con risvolti giuridicamente rilevanti già peraltro avviati”.

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