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Approvata fusione Lgh-A2A:
le reazioni della politica

L’approvazione definitiva della fusione tra Lgh e A2A, da parte delle assemblee straordinarie delle rispettive società, ha mosso pareri contrastanti nel mondo della politica cremonese. A partire dal Pd, che ha espresso soddisfazione, per “un’operazione estremamente vantaggiosa per il territorio, in termini di occupazione e di progettualità. Potranno essere investiti centinaia di milioni, nell’ottica dell’economia circolare e della transizione energetica, consentendoci di intercettare i finanziamenti del Pnrr e della Ue”. Poli rimanda al mittente le accuse fatte dall’opposizione: “La prova che si tratta di una cosa vantaggiosa, e non di parte come il centrodestra si ostina a contestare, oltre che numeri e i risultati ottenuti, è che l’ultimo ok è stato dato dal consiglio comunale di Pavia che è a maggioranza di centrodestra”.

Una posizione più prudente quella della Lega, secondo cui l’operazione è complessa e va monitorata con attenzione. “Riteniamo che sotto certi aspetti, se porta vantaggi ai cittadini, non debba essere ostacolata, ma vogliamo che venga fatta con garanzia di legittimità e correttezza nelle procedure” commenta Fabio Grassani, segretario provinciale della Lega. “La sentenza di Seregno dovrebbe fare alzare il livello di attenzione, pur non essendo un’operazione uguale a quella di Lgh. La cosa migliore che il Comune avrebbe dovuto fare sarebbe stato di tutelarsi chiedendo il parere di uno studio legale indipendente, cosa che ha fatto Pavia”.

Grande contrarietà, invece, da parte del Movimento 5 Stelle, come emerge dalle dichiarazioni del consigliere comunale Luca Nolli: “La cessione ha creato gravi danni e una grave perdita ai cittadini, che hanno perso il controllo delle multiutiliy cremonesi” evidenzia. “A2A è controllata principalmente da Milano e Brescia, Cremona conta poco. Non controlliamo più neppure l’inceneritore: dovevano chiuderlo nel 2019, poi hanno detto 2024 e ora pare sarà il 2029, ma è una data molto teorica e lontana. Noi continuiamo a lottare affinché questo scempio non vada avanti”.

Laura Bosio

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