Cronaca
Commenta

Govoni, un gioco di ruolo per
spiegare le discriminazioni

FOTO E VIDEO FRANCESCO SESSA

Un gioco di ruolo per immedesimarsi nella condizione dei popoli  che hanno avuto in sorte di nascere in Paesi in guerra, o colpiti da carestie. Lo ha messo in scena Nicolò Govoni  questa mattina in sala Quadri, una sala gremita di tante sue vecchie conoscenze (tra cui la professoressa di liceo Nicoletta Fiorani con cui c’è stato un caloroso abbraccio) ma anche di visitatori della festa del Torrone, incuriosite dal messaggio di un ragazzo che nel giro di pochi anni, da quando ha fondato l’associazione Still I rise, si è guadagnato una candidatura al Nobel per la pace. L’occasione è stata la presentazione del suo libro “Fortuna”, edito da Rizzoli.

Originale e coinvolgente la formula trovata per far immergere il pubblico nella situazione in cui vive il sud del mondo: la platea è stata divisa in tre gruppi, uno con le persone di capelli castani, un altro con i biondi, un terzo gruppo che comprendeva tutti gli altri. A ciascuno, con diversi gradi di privilegi, i volontari dell’associazione hanno mostrato video delle iniziative umanitarie che evidenziano come si vive in Kenya piuttosto che nei campi profughi siriani dell’isola di Samos. Quindi, il gruppo degli “altri”, tra la sorpresa generale, è stato fatto uscire dalla sala: una esemplificazione pratica dell’arbitrarietà dell’ordine mondiale e della irragionevolezza delle discriminazioni.

E’ stato poi chiesto a chi volesse di raccontare i propri stati d’animo nel sentirsi parte del gruppo privilegiato o al contrario degli esclusi.

“Non siamo qui per autoflagellarci”, ha poi spiegato tornando alle formule classiche di un incontro sulla negazione dei diritti più elementari, come quelli al cibo e all’istruzione. Ci siamo trovati a vivere in un sistema costruito per avere dei predatori e dei depredati. Il sistema può cambiare solo se tutti ci crediamo e ci immedesimiamo in quella parte di mondo”. gbiagi

© Riproduzione riservata
Commenti