Cronaca
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Soroptimist: 5000 abeti per far
rinascere la "foresta dei violini"

Mercoledì 19 gennaio alle 17.00, in Sala Guerrini di Palazzo Vidoni, in via Manzoni 2, si terrà il convegno “Come suona una foresta”, parte del progetto nazionale “Rinasce la foresta che suona” lanciato da Soroptimist International d’Italia per ridare vita ai boschi della Val di Fiemme nelle Dolomiti trentine distrutti dalla tempesta Vaia, in collaborazione con la Magnifica Comunità di Fiemme.

Il progetto prevede la piantumazione di oltre 5000 abeti rossi, il cui legno viene utilizzato per la fabbricazione degli strumenti musicali uno per ogni Club Soroptimist e per ogni Socia. Si valuterà pure l’impatto che questo “rimboschimento” avrà in termini di riduzione dell’anidride carbonica.
Al convegno, presieduto e introdotto dalla presidente nazionale Soroptimist Giovanna Guercio, dopo i saluti di Elisabetta Bondioni, presidente del Soroptimist Club di Cremona, e Annalisa Bortolotti, presidente del Soroptimist Club di Trento, interverranno: Gianluca Galimberti, sindaco di Cremona; Piera Ciresa, titolare dell’azienda che produce tavole armoniche in Val di Fiemme; Bénédicte Friedmann, liutaia; Marco Malagodi, responsabile scientifico del laboratorio Arvedi di diagnostica non invasiva dell’Università di Pavia presso il Museo del Violino di Cremona; Fausto Cacciatori, conservatore del Museo del Violino di Cremona.
«Non potevamo non scegliere Cremona – sottolinea la Presidente nazionale Giovanna Guercio – come “tappa” fondamentale dei diversi incontri coi Club italiani per promuovere il progetto: la città, che ha dato i natali ad Antonio Stradivari, eccelle infatti nella fabbricazione di viole, violini e strumenti ad archi in generale, fatti proprio con il legno di quei pregiati abeti rossi che grazie al nostro progetto “Rinasce la foresta che suona” saranno messi a dimora nei boschi della Val di Fiemme distrutti dalla tempesta Vaia».
«Acceleriamo il cambiamento» con un’altra concreta azione di Soroptimist Italia a sostegno dell’ambiente e delle comunità locali – conclude la Presidente nazionale – il progetto è anche un modo per ricordare le socie fondatrici del Soroptimist International e i valori che ci hanno tramandato. Il loro primo impegno fu infatti, nel lontano 1921 a Oakland, di impronta fortemente ecologista: salvaguardare il patrimonio forestale».

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