Cronaca
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Stradivari dimenticato: una targa
illeggibile dove c'era l'ultima bottega

Il convegno del Soroptimist di domani, nella sede di Confcommercio, per illustrare il progetto di ripiantumazione del “bosco dei violini” in val di Fiemme, riporta giustamente l’attenzione sul più noto dei liutai cremonesi, Stradivari, un nome del quale Cremona si fregia di fronte al mondo. Ma che ne è della memoria del liutaio nella sua città natale e dei luoghi cittadini che ne videro il passaggio? Poco o nulla resta e quel poco scompare dietro decenni di incuria. Come la targa  in marmo affissa sulla facciata di Galleria 25 Aprile, lato taxi: doveva ricordare il luogo dove sorgeva l’ultima bottega di Stradivari, ma la posizione, troppo in alto rispetto al passaggio pedonale e le lettere sbiadite, l’hanno resa illeggibile e non da oggi. Miglior sorte ha avuto il monumento funebre in marmo di piazza Roma, che ricorda approssimativamente il luogo di sepoltura del maestro, l’ex convento di san Domenico, ma incuria e sporcizia non rendono il giusto lustro al personaggio. Nota è la vicenda della casa nuziale di Stradivari, che compare negli itinerari proposti ai turisti, ma che, appartenendo a un privato, non è liberamente accessibile.

Chissà che tornare a parlare della foresta dei violini in val di Fiemme, dove Stradivari andava a rifornirsi del prezioso legno di abete rosso, non faccia riflettere anche su come Cremona ricorda il suo maggior liutaio.

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