Cronaca
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Trova un cellulare perso e chiede
50 euro per restituirlo. Denunciato

Un uomo di 50 anni è stato denunciato alla procura dagli uomini della squadra Mobile della Questura di Cremona per il reato di tentata estorsione. Il 50enne, incensurato, aveva provato a mettere in atto la cosiddetta pratica del “cavallo di ritorno”, ossia una richiesta di soldi che viene fatta al proprietario dopo lo smarrimento o il furto di un bene, in questo caso di un cellulare. Un’estorsione in piena regola.

Giovedì scorso gli investigatori guidati dal dirigente Marco Masia sono stati informati che un minorenne aveva smarrito il proprio telefonino e che la persona che l’aveva trovato si rifiutava di restituirlo, se non dietro il pagamento di denaro.

Ad allertare la polizia è stato il padre del minorenne che ha spiegato agli agenti che sulla base della localizzazione gps, il telefonino risultava situato in via Mantova, in movimento verso le zone periferiche di Cremona. Durante uno dei tentativi di chiamare l’utenza del telefono smarrito, il papà del ragazzino si era sentito chiedere 50 euro per la restituzione del cellulare. L’uomo che gli aveva risposto aveva aggiunto che se fosse stata chiamata la polizia, avrebbe gettato via il telefono, rendendo impossibile il suo recupero.

E’ quindi scattato un incontro “trappola”: in accordo con gli inquirenti, è stato organizzato un appuntamento con l’estorsore, facendogli credere che sarebbe stato pagato per la restituzione del telefono. L’uomo è stato quindi individuato, trovato in possesso del telefonino e denunciato per tentata estorsione.

Un fenomeno particolarmente diffuso, quello del “cavallo di ritorno”, soprattutto tra i ragazzi. Una pretesa illegale di avere denaro che punta sui più giovani, proprio perchè più spaventati e speranzosi di risolvere il problema, e quindi più inclini a venire a patti illeciti con i propri estorsori, rischiando di aggravare la situazione.

Fondamentale, come è avvenuto in questo caso, rivolgersi alle forze dell’ordine, le uniche in grado di intervenire ed evitare il compimento di ulteriori reati.

Sara Pizzorni

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