Economia
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La start up di Vescovato
Harg sbarca negli Usa

L'azienda di Vescovato

L’azienda di Vescovato Harg posiziona un nuovo tassello nella sua strategia di crescita industriale. Dopo aver costituito filiali in Inghilterra e Svizzera a inizio 2022, la start-up innovativa sbarca ora in Nord America dove ha costituito, il 6 aprile 2022, una nuova società commerciale insieme all’acceleratore Great Product Inc, che ha selezionato Harg tra numerose Pmi del settore healthcare e high-tech.

Grazie alla partnership, su cui si lavora dallo scorso ottobre, i prodotti della linea DysphaMeal (già disponibili in Italia sia presso le Rsa sia in farmacia e online) saranno resi disponibili oltreoceano già da giugno.

Si tratta di una linea di preparati alimentari ad alto contenuto nutrizionale adatti a persone fragili e in particolare con difficoltà nella deglutizione sia di cibi solidi che liquidi. Sviluppata insieme all’Università degli Studi di Genova, la gamma Dysphameal è realizzata unicamente con ingredienti naturali e garantisce l’assunzione corretta di tutti i principi nutritivi, riducendo sensibilmente l’utilizzo di integratori farmacologici.

“È un nuovo passo per raggiungere l’obiettivo di portare le nostre soluzioni per la silver age all’estero” racconta Cristiano Benazzi, presidente del Cda. “Siamo entusiasti di poter consentire a consumatori, care giver e strutture sanitarie americane di sperimentare il risultato di anni di R&S.

In America è oggi molto richiesta un’alternativa alle tradizionali forme di alimentazione speciale, che sono inadatte a garantire un’alimentazione e idratazione equilibrata. Sono sicuro che il team di professionisti che abbiamo creato insieme a Jonathan Ramaci ci porterà grandi soddisfazioni. Se le previsioni verranno confermate, come sta avvenendo già oggi, Harg sarà soggetta a una crescita esponenziale già nel breve termine. Per questo, abbiamo già definito strategie di scale-up produttivo in grado di far fronte a un’impennata della domanda”.

“Harg è un’azienda eccezionale” aggiunge Jonathan Ramaci, fondatore e Ceo di Great Product. “Mi sono innamorato subito del progetto: hanno sviluppato una gamma unica di prodotti nutraceutici, pensata per migliorare notevolmente il benessere e la qualità della vita delle persone fragili. E questo è sicuramente il momento migliore in cui start-up e PMI innovative possono abbracciare il modello Great Product per inserirsi in un mercato come quello statunitense che continua a sperimentare una crescita geometrica”.

L’intesa con Great Product è aperta a ulteriori sviluppi: le due aziende stanno infatti lavorando a un accordo per sviluppare insieme nuove macchine per la preparazione di pasti a texture modificata direttamente a casa. Queste macchine integreranno l’offerta esistente per le strutture sanitarie, rendendo comodo e veloce anche per i consumatori preparare piatti nutrienti e della giusta consistenza direttamente a casa.

Non solo: Harg ha già partecipato alla Deep Space Food Challenge organizzata dalla Nasa, passando alla Fase 2. Ai candidati è stato chiesto di presentare soluzioni per l’alimentazione adatte a sostenere un equipaggio di quattro persone in una missione nello spazio profondo di tre anni. Harg ha candidato la propria soluzione, studiata prendendo in considerazione tutto quanto necessario per conservare, preparare il cibo nello spazio. Ora si è in attesa dei risultati della competizione, per la quale è previsto un montepremi fino a un milione di dollari.

Nel Consiglio di amministrazione della nuova società siederanno, oltre a Jonathan Ramaci, anche Jason Aryeh, Dario Tassi e Andrea Ferrari.
Jason Aryeh ha oltre 25 anni nel mondo farmaceutico e biomedico e affiancherà Ramaci come partner di Great Product. La rappresentanza della start-up italiana, invece, sarà affidata a Andrea Ferrari, che da oltre 10 anni si occupa di business development e da febbraio 2020 è direttore marketing di Harg, e Dario Tassi, imprenditore con grande esperienza nei mercati esteri che già da qualche anno si era interessato al progetto DysphaMeal.

“Ogni mercato ha regole e peculiarità uniche” sottolinea Ferrari. “Ora ci aspetta un grosso lavoro di declinazione della brand identity e dei codici comunicativi per raggiungere al meglio la clientela statunitense. Come hanno dimostrato molte aziende di successo prima di noi, è fondamentale pensare globalmente e agire localmente, creando una proposizione di valore che sappia adattarsi a culture diverse e mettere il cliente al centro”.

“Ho avuto modo di testare con mano l’interesse del sistema sanitario americano verso i prodotti Harg – conclude Dario Tassi – riscontrando grande entusiasmo sia per la formulazione innovativa sia per l’ampia gamma di piatti a disposizione. Sono certo che un mercato come l’America possa dare ad Harg l’opportunità di rivestire un ruolo di rilievo nell’industria nutraceutica italiana”.

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