Cronaca
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Rifiuti, scontro in Consiglio su
gestione. 10,4 mln il costo annuo

Approvato dal Consiglio comunale (con i voti contrari della minoranza, tranne Pietro Burgazzi del Misto, che si è astenuto) il Piano Economico Finanziario  di Linea Gestioni per il servizio di raccolta rifiuti, per il periodo 2022 – 2025. La prima volta di un piano pluriennale anzichè annuale, per consentire una programmazione degli interventi, e con la possibilità di revisione della tariffa alla scadenza del primo biennio. 10 milioni 455mila euro il costo annuo complessivo del servizio (simile al costo storico) che non comprende solo il ritiro dei sacchi sotto casa e la loro differenziazione, ma anche spazzamento e igiene del suolo; attività di intermediazione rifiuti; gestione piattaforme ecologiche e centri di raccolta. Ma per sapere se e quanto cambierà la Tari a carico dei cittadini quest’anno, bisognerà aspettare ancora qualche giorno: l’assessore Maurizio Manzi porterà la proposta tariffaria per le varie utenze domestiche e non domestiche nella Giunta di mercoledì e poi venerdì se ne parlerà in commissione.

E ancora una volta, per quanto l’ordine del giorno fosse di natura economica e non entrasse nel merito della tariffa puntuale, di quello si è ancora una volta discusso. Dai banchi della minoranza Maria Vittoria Ceraso, Carlo Malvezzi, Alessandro Zagni, Luca Nolli, hanno evidenziato i limiti dell’attuale gestione: strade più sporche di prima; cestini pubblici riempiti coi sacchetti dei rifiuti domestici; degrado urbano causato dai contenitori rifiuti che non vengono ritirati dai proprietari una volta che sia passato l’operatore; dubbi sull’effettivo riciclo dei materiali differenziati.

Un dibattito dai toni aspri: Malvezzi (Forza Italia) ha evidenziato come nessuno dei suggerimenti proposti dalla minoranza sia mai stato preso in considerazione fin dall’avvio della sperimentazione della raccolta puntuale: “Prima di avviare il progetto non ci avete mai consultato, eppure avevamo presentato proprio qui dei suggerimenti in 10 punti. Anche noi siamo favorevoli alla raccolta differenziata, ci mancherebbe, ma avevamo sollevato dei dubbi che adesso si stanno rivelando veri. Ad esempio, si è sbagliato ad avviare la misurazione dei rifiuti a settembre quando in tanti non avevano ancora ritirato i sacchi blu; si è sbagliato a non prevedere sacchi col tag di diverse dimensioni a seconda dei nuclei famigliari. E non ci avete ancora dato un ritorno basato sui dati, su quelli che sono i risultati di questa sperimentazione. Quello che ci dite, in sostanza, è di avere fiducia”.

“Io evidenzio problemi che sono sotto gli occhi di tutti”, ha detto Ceraso. “Forse sono sfortunata io, ma per tre, quattro giorni, passando dalla stessa strada, ho visto per terra lo stesso pezzo di pizza. E poi in tante strade i contenitori dei rifiuti restano lì per tutto il giorno, magari si potrebbe cambiare l’orario del ritiro. Credo che un cittadino apprezzerebbe anche di pagare qualcosa di più per il servizio, pur di avere una città decorosa”.

“Per ovviare ai sacchi dei rifiuti che restano sul marciapiede per ore prima che vengano raccolti – ha detto Nolli – perchè non ripristinare le isole ecologiche, come fanno in tante altre città? La città sarebbe molto più pulita”.

“I dati li forniamo periodicamente nell’Osservatorio Rifiuti”, si è accalorato Manzi nella risposta. “E se non sono più preciso è perchè di settimana in settimana cambiano, ogni martedì ci incontriamo, Settore Ambiente del Comune e  gestore, per fare il punto su quello che funziona e su quello che c’è da correggere. Quanto ai cestini pubblici, sappiamo benissimo che esiste il fenomeno, sono 40 in tutta la città e con le telecamere siamo anche in grado di sapere chi vi deposita il sacco domestico. Ma se questo avviene, non è a causa della tariffa puntuale, ma perchè a fronte di una grande maggioranza di cittadini che differenziano correttamente, c’è ancora qualcuno che non vuole differenziare e che non usa il sacco blu pur avendolo ritirato. Per questo dobbiamo continuare a lavorare per individuare le azioni più opportune per convincere quelli che non fanno la differenziata, a farla. Alla fine, la Tari si ridurrà per le utenze virtuose solo se tutti faranno il proprio dovere”.

Nel corso del botta e risposta è emerso che – dati Ispra – il 20% dei rifiuti che vengono differenziati finiscono poi in discarica o nell’inceneritore, segno che molto c’è ancora da fare per arrivare ad un effettivo riciclo dei materiali. Problema sottolineato più volte da Luca Nolli (M5S). Il nuovo corso della gestione rifiuti avviato lo scorso settembre ha fatto anche emergere servizi che già esistevano ma che in pochi utilizzavano, ad esempio, la possibilità di smaltire i pannolini non nell’indifferenziato ma a parte: prima erano 230 i  cremonesi che lo avevano attivato, ora sono 2500.

gbiagi

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