Cronaca
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Tamoil, chiesto nuovo studio dei
terreni. "Costante attenzione"

La Conferenza dei Servizi, pur “non rilevando elementi nuovi in relazione alla tenuta della barriera”, è arrivata comunque, “anche per la sollecitazione degli Amministratori al massimo rigore e approfondimento”, a chiedere a Tamoil un nuovo studio dei terreni delle aree limitrofe alla raffineria: si tratta della cosiddetta caratterizzazione dell’area, volta a capire meglio l’estensione del surnatante nel sottosuolo e i fenomeni che ne regolano origine, presenza e movimentazione.

Ad annunciarlo, in una nota, i capigruppo di maggioranza Roberto Poli (Pd),  Enrico Manfredini (Fare Nuova la Città-Cremona Attiva) e Lapo Pasquetti (Sinistra per Cremona).

“Sulla vicenda Tamoil – si legge nella nota – teniamo a sottolineare la costante attenzione e il continuo impegno delle forze di maggioranza nell’interesse dell’ambiente e dei cittadini, su una questione complessa che è stata, come da risultanza processuale, un disastro ambientale e come tale va continuamente monitorata”.

I capigruppo quindi aggiungono: “Non appena abbiamo avuto a disposizione, nel Gennaio 2022, gli esiti dell’accertamento tecnico a seguito dell’azione civile di Bissolati, che confermavano la non esistenza di un danno per la salute dei frequentatori delle aree e, allo stesso tempo, apportavano ulteriori elementi di analisi della situazione, abbiamo portato subito in Consiglio Comunale un ordine del giorno che dava l’indirizzo a convocare la Conferenza dei Servizi (organismo formato da soli tecnici degli enti coinvolti) per l’eventuale modifica e integrazione dei procedimenti e delle attività di messa in sicurezza”.

Ora dunque la nuova caratterizzazione: “Alla luce di ciò che emergerà verranno confermate azioni o ne verranno adottate di nuove, sempre in una logica di estremo rigore. Parallelamente, anche in questo caso in linea con indicazioni del Consiglio Comunale, l’Amministrazione ha inviato al Ministero della Transizione Ecologica (Dipartimento Sviluppo Sostenibile) una lettera per sollecitare l’avvio di una azione civile finalizzata al risarcimento del danno ambientale, per l’ottenimento del quale è titolare solo il Ministero”.

“Questa azione – concludono – accompagna e completa un’altra azione decisa dall’Amministrazione: dopo essersi costituiti, nella scorsa legislatura, parte civile nel procedimento penale e aver ottenuto una provvisionale di 1 milione, è stato svolto un lungo e attentissimo lavoro di preparazione degli atti ed entro luglio di quest’anno sarà notificato a Tamoil e depositato presso il Tribunale di Cremona un atto di citazione, mirato al riconoscimento del danno non ambientale in misura adeguata rispetto a quanto già riconosciuto a titolo di provvisionale e la cifra richiesta sarà superiore al milione. Tutte queste azioni concrete testimoniano la continua azione della maggioranza e del Comune in una vicenda delicata e complessa che, a favore di cittadini e ambiente, è seguita con cura e rigore”.

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