Cronaca
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Minori stranieri: strutture sature,
Prefettura alla ricerca di altri alloggi

“La Prefettura ha urgente necessità di provvedere all’individuazione di strutture temporanee per l’accoglienza di minori non accompagnati”, inizia così l’avviso pubblicato il 21 ottobre dall’ufficio territoriale del Governo, praticamente all’indomani dall’appello del sindaco Galimberti sull’impossibilità per il Comune capoluogo di accogliere altri ragazzi. 17 quelli arrivati solo nello scorso week end e la rete di accoglienza SAI (accoglienza e integrazione)  finanziata a livello nazionale, è satura da tempo.

L’avviso pubblicato dalla Prefettura, teso ad individuare soggetti che si facciano carico di gestire l’accoglienza ai minori (quasi sempre di 16-17 anni) prevede esplicitamente che la sede del servizio non sia il capoluogo, per un numero di 25 persone a cui garantire non solo alloggio ma anche assistenza burocratica, nell’attesa che i ragazzi possano essere inseriti nella rete SAI.

Al gestore, come prezzo a base d’asta, viene offerto un compenso di 60 euro per persona e per ciascun giorno. Possono partecipare al bando imprese che  esercitino attività coerenti con quelle della gara, cooperative, sociali e non, associazioni di volontariato ed enti di promozione sociale, purchè con un’esperienza almeno triennale nel settore. Sono poi indicati i requisiti minimi di personale che devono essere garantiti, quindi quanti operatori saranno presenti di giorno, di notte, personale medico, mediatori linguistici e assistenza psico-sociale.

Questo nuovo bando arriva in un territorio già saturo nelle strutture di accoglienza. Solo di pochi giorni fa l’avvertenza veramente allarmata come mai era stato prima, del sindaco Galimberti: il sistema di accoglienza dei minori non accompagnati è saturo, gli operatori dei Servizi sociali e i tutori sono fagocitati dai continui arrivi e i gestori non sono più in grado di fornire strutture e servizi di accoglienza, accompagnamento e integrazione, aveva detto pubblicamente.

Il canale governativo  SAI (accoglienza e integrazione) finanzia per il Comune di Cremona 113 presenze, ma i ragazzi attualmente presenti sono molti di più e vengono ospitati in alberghi, visto che le organizzazioni che fanno parte della rete di accoglienza sono al completo, come confermano anche le medesime, ad esempio la Caritas di don Codazzi o la cooperativa Nazareth, solo per citare due degli ultimi gridi d’allarme.

“Non serve una politica muscolare che parla di cannoni puntati contro i gommoni”, aveva dichiarato ancora Galimberti, “ma occorre lavorare invece ad una regolamentazione periodica e programmata dei flussi (inevitabili per un’umanità che si sposta e si sposterà) e alla costruzione di canali strutturati e controllati e di corridoi umanitari, evitando che gli arrivi avvengano nell’illegalità”. gbiagi

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