Cronaca

Furti al Boschetto, La Sala:
"Necessario unire le forze"

Paolo La Sala
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Vivere al Boschetto significa, a periodi alterni, fare i conti con un senso di insicurezza che conosco bene, non solo per il mio ruolo istituzionale, ma come cittadino cresciuto in questo quartiere e che per anni ne ha vissuto le dinamiche del Comitato di Quartiere”: a dirlo è il consigliere comunale Paolo La Sala, che interviene sulla raffica di furti che ha colpito la zona.

“Il quartiere, per la sua conformazione geografica – circondato da campi e vie secondarie – continua a essere bersaglio di “raid a grappolo”. Un fenomeno che torna con frequenza, che vede i malviventi colpire ripetutamente per poi sparire non appena l’allerta nella zona inizia ad aumentare.

Capisco i momenti di apprensione che i miei vicini stanno vivendo e condivido le preoccupazioni espresse dal presidente del Comitato, Luigi Armillotta. Ormai tutti nel quartiere abbiamo un vicino, un amico o addirittura un familiare che è stato vittima di incursioni, e in periodi come questi conviviamo con la paura di poter essere la prossima vittima.

Fin dal 2017 il Comitato di Quartiere ha chiesto maggiore attenzione e questa amministrazione darà finalmente seguito a tale richiesta con l’attivazione dei sistemi di sorveglianza, si tratta di un traguardo storico. Tuttavia, bisogna essere realisti: non credo che la tecnologia sia la cura assoluta a questo male.

Scontiamo una normativa nazionale troppo permissiva: la difficoltà di applicare misure cautelari per i “reati predatori” alimenta un senso di impunità che scoraggia i cittadini e vanifica il lavoro delle Forze dell’Ordine.

Il fenomeno che viviamo al quartiere Boschetto non è isolato, ma si inserisce in un preoccupante trend nazionale che negli ultimi tre anni ha visto i furti in abitazione crescere di circa l’11%. Un dato che conferma come la sicurezza della proprietà privata sia diventata un’emergenza diffusa, davanti alla quale le attuali tutele legislative si dimostrano purtroppo insufficienti.

In questo contesto, nonostante gli sforzi del Comune e le assunzioni nella Polizia Locale, i numeri sul territorio non sono rassicuranti: due sole pattuglie tra Polizia di Stato e Carabinieri per l’intero territorio cremonese nelle ore notturne sono insufficienti a coprire le zone periferiche e garantire la sicurezza dei cittadini.

Non è mio interesse dare responsabilità all’attuale governo o a quelli precedenti, ma i dati parlano chiaro: i numeri dei reati di questo tipo sono preoccupanti, bisognerebbe adeguare le leggi e soprattutto le risorse nel nostro territorio.

Nel quartiere esiste una comunità solidale che sa aiutarsi, specialmente nel proteggere gli anziani. In attesa dell’installazione delle telecamere, dobbiamo potenziare la nostra rete di comunicazione e la sicurezza passiva, ma soprattutto non dobbiamo abbassare la guardia perché nonostante l’attenzione mediatica, le incursioni di questi criminali continuano a ripetersi anche in queste sere.
Non è il momento di cercare colpevoli, ma di unire le forze: il Comune sta facendo la sua parte con la tecnologia, noi residenti dobbiamo fare rete e aiutare i più fragili.

L’auspicio è che lo Stato garantisca la certezza della pena e che le risorse vengano impiegate dal Questore prioritariamente in attività di cui la città ha bisogno: presidio e pattugliamento delle strade. Sicuramente quello che non dovrà mai mancare è il dialogo tra cittadini ed istituzioni, fondamentale per trovare soluzioni vere ed efficaci”.

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